Casini nuovo capo del calcio: quanto guadagna il presidente di Serie A

Al termine di un’estenuante trattativa durata mesi e dopo aver bruciato diverse candidature di spicco, i vari club hanno finalmente trovato un accordo

Dopo estenuanti trattative durate mesi, la Lega Serie A ha trovato un presidente: l’assemblea elettiva ha scongiurato l’arrivo del commissario e al quarto colpo nomina il sostituto di Paolo Dal Pino, dimessosi il primo febbraio scorso. Lorenzo Casini, 46 anni, capo di Gabinetto del ministero della Cultura e professore ordinario di diritto amministrativo, ottiene le undici preferenze necessarie per la presidenza della rissosa Lega del massimo campionato di calcio italiano.

Praticamente il minimo sindacale per tagliare lo striscione del traguardo, a fronte di otto schede bianche e un voto nostalgico per l’ex Paolo Dal Pino. Non certo un buon viatico per affrontare una montagna di lavoro: il giurista, che prima di accettare formalmente l’incarico dovrà dimettersi dal ministero, ottiene la poltrona senza l’appoggio delle big del campionato (Inter, Milan e Juventus ma anche Torino, Roma, Sassuolo) che ora guardano con preoccupazione all’evoluzione dei lavori in una Lega sempre più spaccata.

Lorenzo Casini, il candidato che proviene dal MiBACT

Si impone così il candidato presentato da Joe Barone, dirigente della Fiorentina, che aveva conosciuto Lorenzo Casini nel corso delle interlocuzioni per il restyling dello stadio Artemio Franchi. Il nuovo presidente è molto sponsorizzato anche da Aurelio De Laurentiis (presidente del Napoli), rimasto colpito dai ristori che lo stesso professore ha procacciato per il mondo del cinema. Infine la scelta di questo nome è stata sostenuta anche da Claudio Lotito, il potente patron della Lazio.

Di certo è stata premiata la caparbietà, essendo stato Casini l’unico concorrente a presentarsi fisicamente in Lega Calcio sia la scorsa settimana sia durante l’ultima riunione decisiva. In precedenza l’economista Lorenzo Bini Smaghi e l’ex dg della Rai Mauro Masi avevano inviato lettere per confermare la disponibilità, ma anche l’impossibilità a un confronto dal vivo. Soprattutto non ha pagato la strategia utilizzata dalle grandi che, dopo aver appoggiato Carlo Bonomi, si erano coalizzate attorno al nome di Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo.

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Nuovo presidente per la Lega Calcio: ma quanto guadagnerà?

Due nomi che non hanno convinto i club di proprietà americana (come Spezia, Genoa e Bologna) che hanno perciò votato Casini, spostando gli equilibri interni al consesso. Il giurista ha sedotto le dirigenze con un discorso incentrato sulle sfide che il calcio dovrà affrontare e vincere, modificando la legge Melandri e dando il via alle riforme sugli stadi. “Mi avete votato in undici, ma spero di conquistare il gradimento di tutti” ha dichiarato a caldo il neo presidente.

“I nodi al pettine per le problematiche della Lega li sanno tutti gli appassionati di calcio” ha commentato il presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha aggiunto come “il suo compito sarà quello di recuperare l’unanimità perché per certe decisioni è indispensabile la compattezza dell’assemblea. È sempre facile a dirsi, più complicato a farsi”.

Mentre una frangia di presidenti guarda con speranza al futuro confidando nelle relazioni diplomatiche esistenti fra Casini e il governo per ottenere nuovi ristori per un comparto in forte crisi, non manca chi sottolinea che per la prima volta si insedia un presidente fortemente politicizzato, provenendo da un gabinetto di centrosinistra. Ma quale sarà il suo stipendio? La precedente gestione di Paolo Dal Pino ha modificato l’emolumento per la carica di presidente, passata di recente da ben 300 mila euro a soli 100 mila euro lordi l’anno.