Koulibaly positivo, il caso in Coppa d’Africa: quanto guadagna il difensore del Napoli

Il giocatore senegalese in forza al club partenopeo ha minacciato di abbandonare il ritiro della sua nazionale

Per le società di Serie A la partecipazione alla Coppa d’Africa dei propri giocatori ha rappresentato un problema sin dall’inizio della stagione, soprattutto alla luce dell’emergenza pandemica e della scarsa copertura vaccinale del continente. Timori per nulla infondati visti i numerosi casi di positività registrati tra i calciatori e i diversi focolai scoppiati nelle nazionali. A dimostrarlo il caso del difensore del Napoli, Kalidou Kolibaly, che avrebbe minacciato di lasciare il ritiro della nazionale del Senegal.

Koulibaly positivo, il caso in Coppa d’Africa: cosa succede

Tra i club più preoccupati sicuramente il Napoli che, pur riuscendo a trattenere il suo centravanti Viktor Osimhen, risparmiato dalla convocazione nella Nigeria (qui abbiamo svelato quanto guadagna Osimhen) ha visto partire tre calciatori della sua rosa: Adam Ounas, Andrè Zambo-Anguissa e Kalidou Koulibaly.

Proprio attorno alla colonna della difesa partenopea è scoppiato nelle ultime ore il caso che potrebbe riportarlo anzitempo in Italia.

Nemmeno il tempo di giocare la prima partita della Coppa delle nazioni africane in corso in Camerun, il giocatore del Senegal è stato contagiato e costretto a rimanere in ritiro senza la possibilità di giocare le prime due partite, con la possibilità di saltare anche la terza e il rischio che sia l’ultima di tutto il torneo vista la situazione nel girone della squadra africana.

“Impegnato con la propria Nazionale per la Coppa d’Africa, è risultato positivo al Covid-19. Il calciatore, regolarmente vaccinato, è asintomatico e osserverà il periodo di isolamento come da protocollo” aveva comunicato il Napoli lo scorso 8 gennaio attraverso i suoi profili social.

Koulibaly positivo, il caso in Coppa d’Africa: caos nel ritiro del Senegal

A una settimana di distanza dalla positività, Koulibaly minaccia però adesso di lasciare la nazionale senegalese. La causa dello scontro acceso dal difensore nel ritiro africano sarebbe stata motivata dai dissidi con lo staff medico della squadra, per il mancato tampone effettuato al 30enne e agli altri compagni in isolamento.

Con lui stanno lavorando a parte perché contagiati anche altri componenti altrettanto importanti della rosa come il terzino del Milan Fode Ballo-Touré, Edouard Mendy e Idrissa Gana Gueye, rispettivamente portiere del Chelsea e centrocampista del Paris Saint-Germain.

Secondo quanto previsto dal protocollo i giocatori dovrebbero ricevere un tampone ogni due giorni, oltre all’ulteriore test di controllo effettuato nella giornata di giovedì, al quale il calciatore del Napoli è risultato ancora positivo.

Koulibaly, invece, essendo asintomatico, avrebbe chiesto essere sottoposto al controllo nella giornata di giovedì, così da riaggregarsi ai compagni e scendere in campo, in caso di negatività, almeno per l’ultima partita del gruppo.

Una proposta respinta dallo staff medico della nazionale che avrebbe mandato su tutte le furie il difensore, al punto da minacciare di lasciare il ritiro: “Se non gioco domani, cosa ci sono venuto a fare in Coppa d’Africa?” avrebbe protestato secondo quanto riportato dai media senegalesi.

Koulibaly positivo, il caso in Coppa d’Africa: quanto guadagna il giocatore più pagato nel Napoli

Dalle parti di Napoli probabilmente ci saranno più di un paio di dita incrociate per il ritorno del vice capitano della squadra che ha perso terreno in campionato, ma che, a soli sei punti dall’Inter in vetta alla classifica, è ancora in corsa per la volata scudetto.

Non per nulla il difensore senegalese è il più pagato della rosa partenopea e la sua importanza per la società è testimoniata dal contratto da 6 milioni di euro netti a stagione, in scadenza 2023.

Ben 2,4 milioni di euro in più rispetto al capitano Lorenzo Insigne (qui abbiamo parlato delle cifre che guadagnerà a Toronto) secondo per peso nel monte ingaggi, al quale il Napoli ha rinunciato pur di non aggravare un bilancio societario già in difficoltà (qui abbiamo parlato delle casse in rosso del Napoli e dello stipendio di De Laurentiis).

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