Juve-Vlahovic, si chiude a 75 milioni: perché è un affare sostenibile

L’attaccante serbo – attuale capocannoniere del campionato di Serie A – ha trovato l’accordo con il club bianconero: attesa l’ufficialità dell’operazione

La Juventus può permettersi Dusan Vlahovic? Domanda, all’apparenza, banale per una società che ha appena incassato 400 milioni di euro dall’aumento di capitale. Ma le cose sono molto più complesse, come è complicato e senza certezze lo stato economico-finanziario del club, che si ritrova come tutti gli altri nel pieno della tempesta pandemica ma con anche dei pesanti costi pregressi già in programma (per giocatori che sono già all’interno della rosa, come Chiesa e De Light) da sostenere nelle prossime sessioni di calciomercato.

Vlahovic e la Juve si sono accordati per uno stipendio di 7 milioni di euro netti a stagione e un contratto di 4 anni e mezzo, quindi con un esborso potenziale per i bianconeri (al lordo) di circa 55 milioni di euro. A ciò va aggiunto il costo del cartellino. Al momento non si conoscono ancora i dettagli sul punto di caduta della trattativa tra il club bianconero e la Fiorentina: l’accordo sarebbe stato trovato per 67 milioni di euro più bonus. Parliamo, quindi, di un impegno complessivo di 120-125 milioni di euro per l’acquirente.

Juve e Vlahovic, affare fatto: un acquisto sostenibile per la Vecchia Signora?

Una formula alternativa alla compravendita a titolo definitivo avrebbe un impatto sul conto economico, in termini di differente spalmatura degli ammortamenti per l’acquisto. Sia questo aspetto sia quello finanziario vanno tenuti in considerazione, senza mescolarli, per capire se effettivamente la società presieduta da Andrea Agnelli possa sostenere un’operazione simile.

La Juventus è reduce da una stagione chiusa con un deficit di bilancio di 210 milioni, dopo i 90 persi nel 2019-20. L’esercizio 2021-22 riporterà ancora una perdita pesante che, come scrive il club, “potrà essere maggiore o minore di quella registrata nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021”.

Se l’addio di Cristiano Ronaldo ha comportato un risparmio di costi (tra stipendio e ammortamento) di 87 milioni annui, c’è da dire che il danno diretto e indiretto del Covid stimato in 320 milioni inciderà per il 40% (130 milioni) nel bilancio 2021-22, in cui verranno a mancare anche gli effetti positivi delle rinegoziazioni degli stipendi con i tesserati di cui il club aveva beneficiato nei due anni passati.

Juve, arriva Vlahovic: ma ora serve ridurre i costi

La realtà è che, anche dopo l’uscita di CR7, la dinamica costi-ricavi caratteristici è ancora fortemente sbilanciata: la spesa sportiva (personale tesserato più ammortamenti) si mangia il 75-80% delle entrate al netto del calciomercato. Ragion per cui l’obiettivo del management è una riduzione progressiva del monte-ingaggi del 15-20%.

A complicare il quadro la difficoltà di utilizzare la leva del trading: un tempo le plusvalenze assicuravano oltre 100 milioni di ricavi aggiuntivi a stagione. Il ritorno all’equilibrio contabile, quindi, passa soprattutto attraverso il calmieramento dei costi, tanto più che la Juventus – come emerge dal prospetto informativo dell’aumento di capitale – prevede il raggiungimento di un risultato operativo positivo nel 2023-24.

Restando sul lato contabile, per accogliere Vlahovic con il relativo costo annuo (stipendio più ammortamento) di 25-30 milioni la Juve dovrebbe alleggerire le spese in misura consistente, cosa che già aveva in previsione di fare. Il mantra, infatti, è quello della sostenibilità dei conti, senza farsi abbagliare dall’ultimo aumento di capitale. Quindi, a guardare il conto economico bianconero la via per Vlahovic esiste a patto di mettere in pratica un’operazione-risparmi.