Juventus, due ex manager scelgono di non rispondere all’interrogatorio

I primi due indagati convocati per l'inchiesta sulle plusvalenze bianconere hanno deciso di non rispondere ai pm

Si avvalgono della facoltà di non rispondere due ex manager della Juventus coinvolti nell’inchiesta sulle presunte plusvalenze legate alle operazioni di calciomercato della società bianconera. Marco Re e Stefano Bertola, i primi due tra i sei indagati dell’operazione “Prisma” ad essere convocati non hanno replicato alle domande della procura di Torino sui conti del Club.

Juventus, due ex manager scelgono di non rispondere all’interrogatorio: i motivi

“Le questioni in discussione sono essenzialmente di carattere tecnico e necessitano di una riflessione” ha spiegato Luigi Chiappero, il legale dei due ex dirigenti juventini.

Marco Re è stato in passato dirigente finanziario dellla Juventus mentre Stefano Bertola è ex Chief Corporate & Financial Officer della società.

Sono loro due i primi ad essere stati chiamati dai pm a rispondere delle ipotesi di reato di false comunicazioni sociali ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Insieme a loro risultano indagati, oltre alla Juventus come persona giuridica, anche il presidente Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved, l’ex dg Fabio Paratici, ora passato come ds al Tottenham, e un altro dirigente bianconero, Stefano Cerrato (qui abbiamo parlato dell’indagine che coinvolge tra gli altri Nedved e Angnelli).

Nessuno di questi avrebbe ancora ricevuto la convocazione ufficiale da parte della procura di Torino, ma qualora arrivasse potrebbero tutti adottare la stessa linea difensiva assunta dagli altri due dirigenti sotto inchiesta.

Quella della valutazione del prezzo dei calciatori rimane infatti una materia dai confini difficili da tracciare, soggetta in buona parte al valore stabilito dai club. Per questo la consulenza tecnica di cui si avvarrà la Procura di Torino non sarà molto probabilmente incentrata sul cartellino dei giocatori, quanto sul bilancio della Juventus (qui abbiamo parlato delle plusvalenze nel calcio).

“Nel 2015 – ha osservato l’avvocato Chiappero – la normativa è cambiata. La valutazione, in sé, non è reato. C’è grande discrezionalità. Se ci sono risposte da dare, dobbiamo prima conoscere il contenuto delle contestazioni. Al momento non lo conosciamo”.

Juventus, due ex manager scelgono di non rispondere all’interrogatorio: l’inchiesta

Le accuse avanzate dai pm torinesi contestano formalmente 282 milioni di euro sui 322 messi nella contabilità di tre stagioni, dal 2019 al 2021 (qui avevamo parlato dei conti in rosso della Juventus).

Ad aggravare il quadro delineato dai magistrati ci sarebbero le intercettazioni sulle conversazioni tra i dirigenti bianconeri che svelerebbero un sistema “malsano” creato per nascondere la reale situazione finanziaria della Juventus.

Secondo i magistrati le somme dei trasferimenti sarebbero state gonfiate per  ricavi fittizi con l’obiettivo di coprire perdite di esercizio che nello specifico sarebbero pari a 39 milioni anziché 171 milioni nel 2019, 89 milioni anziché 209 milioni nel 2000, 209 milioni anziché 240 milioni nel 2021.