Il Covid sulla Serie A: quanto spendono i club per i tamponi

La variante Omicron si è abbattuta sulla Serie A e, a causa del Covid, le prossime gare di campionato sono in forse. Ma come funziona la prevenzione dei club? E quanto spendono in tamponi?

L’Asl Città di Torino, dopo avere constatato un focolaio nel ‘gruppo squadra’ del club granata, ha bloccato l’allenatore Juric e tutti i calciatori prima della partenza per Bergamo, dove oggi avrebbero dovuto affrontare l’Atalanta. Gli 8 positivi sono in isolamento, tutta la squadra andrà in ‘autosorveglianza‘ per 5 giorni come previsto dalle norme. Il Torino non potrà quindi giocare neppure la partita casalinga di domenica 9 gennaio contro la Fiorentina, nel capoluogo piemontese.

Non è la prima volta che una Asl blocca una squadra di Serie A prima di una partita: era già successo lo scorso anno per esempio con il Napoli, fermato prima di partire proprio alla volta di Torino, dove avrebbe affrontato la Juventus. Ed è successo anche un mese fa, a dicembre, con la Salernitana bloccata prima di andare a Udine. Ma come funziona il protocollo sanitario dei club di Serie A? E quanto spendono per i tamponi? Ecco tutte le cifre.

Serie A, come funziona il protocollo sanitario

Il Governo potrebbe presto imporre l’obbligo vaccinale per i calciatori professionisti. Al momento i calciatori non vaccinati vengono tamponati ogni 48 ore, a differenza di quanto accadeva lo scorso campionato. Esentati anche i guariti dal virus (ma da non più di 6 mesi). L’emergenza, però, di fatto porta a coinvolgere tutti nei test.

Parallelamente agisce l’Asl, che può intervenire solo nel caso di un focolaio (in quel caso la partita non si gioca e la decisione spetta al Giudice sportivo). Si effettua un tracciamento degli ultimi due giorni e viene a crearsi la cosiddetta ‘bolla’, che può richiedere il tampone a tutti i contatti stretti del positivo e concedere l’isolamento casa-lavoro dei negativi, o vietare gli spostamenti verso altre città.

La quarantena per i contatti stretti dei positivi non è prevista per chi ha avuto la terza dose o la seconda da non più di 4 mesi. C’è però l’obbligo di una ‘autosorveglianza‘ e dell’uso della mascherina FFP2 fino al 10° giorno successivo all’ultima esposizione al soggetto positivo.

L’autosorveglianza dura 5 giorni per gli asintomatici, senza obbligo di sottoporsi al tampone. Tampone previsto per i sintomatici, che dovranno ripetere il test al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto col positivo (vale anche il tampone a casa).

Quanto spendono le squadre di Serie A per i tamponi

Nel settembre 2020, con la recrudescenza della pandemia, la spesa per i club di Serie A, costretti a sottoporre al tampone i propri tesserati ogni quattro giorni, consisteva in circa 160 mila euro al mese per ogni squadra. Frequenza dei test che, vista la spesa, è poi cambiata, passando all’obbligo del tampone per il ‘gruppo squadra’ a 48 ore prima di ogni partita (ecco quanto ha perso il calcio nel primo anno di Covid: bruciati miliardi di euro, la cifra).

Nel settembre 2021 una parte del Decreto Ristori ha sbloccato il finanziamento per i rimborsi dei tamponi nell’ambito dei protocolli sanitari per le società sportive, con uno stanziamento di 56 milioni di euro a tutto il calcio, dai professionisti (ma in Serie A solo ai club con meno di 100 milioni di valore della produzione) ai dilettanti. Ma in che stato versa la Serie A, a prescindere dal virus? I numeri della crisi.

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