Cina, Evergrande a rischio default: brutte notizie per l’Inter

Diversi quotidiani, tra cui Milano Finanza e il Corriere dello Sport, mettono in evidenza la correlazione tra il fallimento del gruppo e il club nerazzurro

Dalla Cina sono in arrivo brutte notizie per l’Inter. La pesante crisi economica del gruppo immobiliare cinese Evergrande sembra infatti non avere fine: dopo gli innumerevoli aiuti pubblici richiesti dalla multinazionale allo Stato cinese (che però sta attuando una stretta sempre maggiore), ora anche l’agenzia internazionale di rating Fitch ha declassato lo status dell’azienda, portandolo poco sopra al livello “spazzatura”.

Secondo quanto raccontato dal quotidiano di settore Milano Finanza, l’agenzia di rating Fitch non si sarebbe limitata ad esprimere un giudizio molto negativo sul colosso asiatico, ma ne avrebbe decretato il vero e proprio fallimento a causa di numerose e gravose pendenze non sanate nei confronti dei creditori che l’anno sostenuta nel corso di questi ultimi anni.

La crisi di Evergrande e l’investimento di Zhang

Una situazione che appare senza via d’uscita e che purtroppo rischia di avere delle ricadute non banali anche sulla società nerazzurra. Sì perché tra le società operanti nel territorio cinese che avrebbero deciso – in tempi più o meno recenti – di sostenere un investimento per aiutare Evergrande ci sarebbe anche quella del presidente Zhang Jindong.

Secondo quanto riportato dal sito del Corriere dello Sport, quest’ultimo aveva infatti investito parte del capitale di Suning (azienda di cui è fondatore e attuale presidente onorario) sottoscrivendo nel 2017 azioni classe A di Evergrande Real Estate – rientrando in un’operazione di raccolta di capitali sul mercato – per un valore totale di circa 2,6 miliardi di euro.

Ma quattro anni fa il settore immobiliare cinese era in forte ascesa, la prospettiva era quella di racimolare guadagni importanti da questa scelta. Negli ultimi anni però il raffreddamento dell’economia cinese ha modificato lo scenario. E ora, in caso di reale default da parte di Evergrande, il numero uno dell’Inter perderebbe quei 2,6 miliardi di euro investiti all’epoca.

Le avvisaglie estive e la situazione di Suning

Un problema che appare essere non da poco per il presidente nerazzurro. Lo stesso Zhang Jindong  nel corso del 2020 aveva deciso di rinegoziare l’accordo sottoscritto in precedenza, rinunciando alla restituzione del finanziamento e mantenendo così la partecipazione immobilizzata. Questa scelta era stata presa per evitare una crisi di liquidità di Evergrande.

Ma le brutte notizie non finiscono qui. La situazione che si sta delineando influisce appunto – e non poco – anche sul debito della stessa Suning (che sarebbe in cerca di un socio di minoranza da introdurre nel board del club). Tutti gli analisti e gli esperti del mercato cinese considerano infatti in preoccupante crescita la quota che il gruppo deve corrispondere ai creditori.

Ancora prima delle ultime notizie riportate da Fitch, secondo il quale non è scontato che un intervento del Governo di Pechino possa salvare ancora una volta lo scenario, nei mesi scorsi c’è stato un importante crollo del valore delle quote in possesso della società padrona dell’Inter. Uno scenario di cui i tifosi della Beneamata hanno avuto un primo assaggio durante la scorsa estate.

Nonostante i risultati più che positivi che il nuovo allenatore Simone Inzaghi sta ottenendo alla guida della squadra, il calciomercato estivo aveva già mostrato ampiamente le debolezze economiche dei nerazzurri, costretti a cedere i propri pezzi più pregiati (Lukaku e Hakimi) e l’allenatore su cui stavano costruendo il futuro del club (Antonio Conte, ora accasatosi al Tottenham).

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