Caso Djokovic, potrà giocare agli Internazionali di Roma? Cosa si sa

Il tennista numero uno al mondo, dopo il disastro combinato a Melbourne e le posizioni no vax, non sa ancora se potrà venire in Italia il prossimo maggio

Quando a Novak Djokovic era già stato revocato il visto di accesso in Australia, i suoi avvocati scelsero di tirare fuori l’asso dalla manica. “Ha avuto il Covid il 16 dicembre” annunciarono pubblicamente in una conferenza stampa, nel tentativo estremo di legittimare le scelte del loro assistito agli occhi del mondo intero, attonito per l’atteggiamento negazionista del giocatore di tennis numero uno al mondo. Che poi il serbo si fosse fatto fotografare in pubblico senza mascherina in diversi eventi a cui partecipò, in questa storia è un fattore secondario.

Djokovic agli Internazionali di Roma, i motivi per cui potrebbe esserci

Ora cosa può succedere a Nole nei prossimi tornei in calendario? Ma la vera domanda che i tanti appassionati di tennis in Italia si stanno facendo è se Djokovic potrà partecipare oppure no al torneo Master 1000 di Roma, in programma da lunedì 2 a domenica 15 maggio. Se gli Internazionali d’Italia dovessero giocarsi con le restrizioni attuali, Djokovic avrebbe il via libera per partecipare al torneo. E questo per due motivi.

Il primo è proprio il possesso del green pass rafforzato, riservato ai vaccinati (e in questa categoria non rientra Nole, disposto a  sacrificare la partecipazione ai tornei dello Slam come il Roland Garros o Wimbledon pur di non farlo) ma anche ai guariti. E Djokovic, contagiato a metà dicembre, fino a metà giugno sarebbe coperto. Il secondo è che il tennis, inteso come semplice pratica sportiva all’aperto, non è uno sport di contatto e quindi non necessita di super green pass.

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Djokovic agli Internazionali di Roma, il caos dopo le parole di Valentina Vezzali

Eppure, negli ultimi giorni attorno a Djokovic si è scatenato un caos, stavolta non dovuto ai suoi comportamenti. Le parole della sottosegretaria allo Sport del governo italiano, Valentina Vezzali, che ricordando le regole in vigore ha di fatto aperto le porte dell’Italia sportiva a Nole, hanno provocato la reazione di politici, virologi e anche di Adriano Panatta: “Djokovic può starsene tranquillamente a casa” ha dichiarato l’ex campione.

Pensando alle conseguenze del messaggio negativo che ne uscirebbe, chiedono in molti la non partecipazione di Nole, qualcuno invoca un regolamento unico per le manifestazioni sportive valido per tutta Europa. La Federtennis si attiene ai protocolli vigenti e attende di capire come gestire casi come questo e la percentuale di riempimento delle tribune: in caso di stop allo stato di emergenza, cambierebbe tutto. Se ne riparlerà.

Non avesse avuto il Covid, invece, oggi la scena andrebbe immaginata così com’è, nella sua assurdità: Novak Djokovic sbarca all’aeroporto di Fiumicino e si fa portare in un appartamento preso in affitto e non in hotel; fa colazione, pranza e cena a casa, poi si veste e arriva dritto dall’ingresso del Parco del Foro Italico al Centrale. Al prossimo torneo di Dubai, invece, dove le regole sono diverse, non ci sarà bisogno di niente di tutto questo: Djokovic al primo turno troverà l’azzurro Lorenzo Musetti. Un match in mondovisione, il primo dopo il pasticcio di Melbourne.