Calcio, i paperoni sono gli agenti: cifre folli, quanto guadagnano

L’ultimo report pubblicato dalla Fifa mostra i numeri da capogiro dei procuratori: centinaia di milioni di euro incassati per ogni transizione, ecco come

Le difficoltà economiche del mondo calcio sono sotto gli occhi di tutti. Società con i bilanci in rosso, strutture e stadi sempre più obsoleti (almeno in Italia) e una pandemia che ha ristretto ancora di più le possibilità di introito per i club, relegando i tifosi in casa per oltre un anno per la gioia di televisioni e piattaforme streaming, ormai regine incontrastate del mercato dei diritti sportivi.

Eppure alcuni protagonisti di questo sistema (apparentemente inscalfibile fino a qualche anno fa) non conoscono crisi. Non stiamo parlando dei calciatori, né degli allenatori, bensì dei procuratori, i professionisti che curano gli interessi dei propri assistiti facendo da mediatori tra gli atleti e i club.

All’interno di uno scenario che cambia di stagione in stagione, gli agenti si ribellano alle novità in arrivo, minacciano cause, ma intanto continuano ad incassare cifre che l’universo Calcio non potrebbe più permettersi. L’ultimo report della Fifa – ‘Intermediaries in International Transfers’ – lo conferma: nel solo 2021 le squadre hanno pagato 500,8 milioni di dollari (445,55 milioni di euro) di commissioni.

Agenti e procuratori, una crescita spaventosa

Il dato è in linea con quello dell’anno precedente (appena lo 0,7% in più), ma a fronte di un calo del valore dei trasferimenti del 14% (causa pandemia e problemi economici vari): il quadro mostra così un calciomercato più povero per agenti sempre più ricchi.

L’ennesima conferma arriva guardando il trend degli ultimi dieci anni: nel 2011 le commissioni si aggiravano sui 120 milioni di dollari l’anno, triplicavano cinque anni dopo (387 milioni nel 2016), fino alla cifra monstre di 655 milioni di dollari nel 2019. Poi le conseguenze del virus hanno avuto i loro effetti (brusco calo a 498 milioni nel 2020), ma oggi per i procuratori il peggio sembra già alle spalle.

Ovviamente sbaglia chi descrive questo meccanismo come il vero male del calcio: anche la Fifa riconosce la necessità di intermediari seri, preparati e onesti. Ma a Zurigo stanno comunque pensando ad un modo per limitare questo strapotere. L’opzione più gettonata tra quelle sul tavolo sembra essere l’introduzione di un tetto massimo (si parla del 6% dell’ingaggio del giocatore) entro la fine del 2022.

Da Raiola a Mendes, chi sono i padroni del calciomercato

Il tutto si inserisce in un quadro che ultimamente ha visto diverse iniziative giudiziarie occuparsi della questione delle plusvalenze. Ma chi sono i procuratori più potenti del calcio mondiale? Tra di loro ci sono alcuni famosissimi nomi, divenuti delle vere e proprie star a livello internazionale. Uno su tutti è quel Mino Raiola che ha spadroneggiato negli ultimi anni: tra i suoi assistiti ci sono tanti giocatori che il nostro campionato conosce bene, da Pogba a Donnarumma, da Ibrahimovic a De Light. Nel solo 2020 Raiola ha incassato circa 75 milioni di euro di commissioni.

Meglio di lui hanno fatto solo altri due celebri agenti di calciomercato. Il primo è l’inglese Jonathan Barnett, fondatore della multinazionale ICM Stellar Sports e procuratore – tra gli altri – di Jack Grealish, stella nazionale inglese, approdato al Manchester City in estate per la cifra di 117 milioni di euro. Barnett nel 2020 ha registrato entrate per le commissioni pari a 126 milioni di euro.

Infine alle sue spalle si piazza il portoghese Jorge Mendes, 55 anni, che assiste la maggior parte dei suoi connazionali più illustri, tra cui l’immancabile Cristiano Ronaldo, di cui è procuratore da oltre dieci anni. Nel 2020 Mendes ha guadagnato ben 92 milioni di euro grazie alle commissioni.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Calcio, i paperoni sono gli agenti: cifre folli, quanto guadagnano