Calcio, incubo Paris Saint-Germain: delusione storica, quanto ha perso

Nonostante la solita campagna acquista milionaria – impreziosita dall’arrivo della star Leo Messi – anche quest’anno il club parigino è fuori dall’Europa

Succede che la squadra non funzioni, che tante stelle messe assieme non formino un team. Succede che i soldi non bastino per essere vincenti. E così, dopo ben 1.552 milioni di euro sborsati sul mercato dall’estate 2011, ci si ritrova a Parigi con un pugno di mosche. Ennesima eliminazione precoce dalla Champions League, questa volta nella serata di mercoledì per mano del Real Madrid di Carlo Ancelotti: ancora una “remontada” dopo essere stati ad un passo dalla qualificazione.

Iniziano ad essere troppi i milioni spesi e le stagioni buttate senza raggiungere la tanto agognata Coppa dalle grandi orecchie. Specie quest’anno con il Mondiale del Qatar (con la nostra Nazionale impegnata questo mese per guadagnarsi la qualificazione), che lo sceicco Al Thani ottenne nel 2010.

Paris Saint-Germain, tante gioie in patria ma ancora a secco in Europa

Da allora nella bacheca parigina sono arrivati 27 titoli. Ma sono tutti allori tricolori, Ligue 1 e coppe nazionali. In Europa, quella che conta davvero per l’emiro di Doha, ci si è fermati alla finale persa a Lisbona nel 2020 contro il Bayern Monaco a causa del gol di Kingsley Coman (casi della vita, proprio un prodotto del vivaio del Psg).

La scorsa stagione è stato l’odiato Manchester City dello sceicco Mansour degli Emirati a far fuori in semifinale il gruppo di Maurizio Pochettino, arrivato nel gennaio 2021 al posto di Thomas Tuchel, che poi la coppa l’avrebbe vinta col Chelsea (facendo le fortune del presidente Roman Abramovich, oggi finito al centro del dibattito internazionale per la guerra in Ucraina). Altro paradosso. Non sarà, si chiedono i media di Parigi, che il club non funziona in testa? Intesa come dirigenti e non solo come debolezze psicologiche.

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Al Thani, tanti cambi ma sempre lo stesso risultato

La bellezza di ben sei tecnici e altrettanti staff cambiati in undici anni. E che allenatori: dopo il mediocre Kombouaré che l’Emiro trovò all’acquisto, ecco proprio Carlo Ancelotti, che l’altra sera si è preso una tranquilla rivincita, dopo esser stato mandato via per aver raggiunto “solo” i quarti (eliminato dal Barcellona, non proprio un club di seconda fascia). Quindi Laurent Blanc, ex commissario tecnico della Nazionale francese, che nonostante 3 Ligue 1 e 8 coppe si ferma tre volte ai quarti di finale d’Europa.

Poi lo spagnolo Unai Emery, il re dell’Europa League (vinta ben 4 volte), chiamato nella Ville Lumière proprio per il feeling con le competizioni continentali, che però subisce la “remuntada” più clamorosa, quella sempre del Barcellona (6-1) ma negli ottavi. Infine Tuchel nel 2019 è beffato dal Manchester United di Romelu Lukaku (doppietta): dopo aver vinto in Inghilterra, il Psg cade 3-1 in casa.

Ora la società è in discussione. Il direttore sportivo Leonardo – brasiliano a lungo in Italia quando giocava nel Milan – è ancora l’uomo giusto. La sua ultima campagna acquisti, forse la più entusiasmante di sempre – non ha portato ai risultati sperati. Oltre alle stelle Mbappe e Neymar, in estete sono arrivati, tra gli altri, Leo Messi (con il suo ingaggio monstre da 35 milioni di euro l’anno) e il nostro Gigio Donnarumma (8 milioni), oltre ai vari Sergio Ramos (7 milioni), Wijnaldum (7 milioni) e Hakimi (9 milioni). La solita barca di soldi ma, purtroppo per lo sceicco, anche il solito risultato finale.