Assedio Juve: nuova perquisizione e indagini sulla cessione di Ronaldo

Con un comunicato diffuso nella tarda serata di giovedì 2 dicembre la società ha fatto sapere che sta collaborando anche sulla presunta “carta segreta”

È stata effettuata una nuova perquisizione sulle ipotesi di reato inizialmente formulate, oltreché in merito alla voce “Cessioni definitive” del bilancio al 30 giugno 2021 in relazione ai valori economici della cessione di Cristiano Ronaldo. Lo ha annunciato la Juventus con un comunicato stampa delle 23.55 di giovedì 2 dicembre 2021, che ha accompagnato il supplemento al prospetto informativo sull’aumento di capitale da 400 milioni di euro depositato presso la Consob.

Il nuovo decreto di perquisizione e sequestro nella sede del club, riporta la nota Juve, è “relativo alle indagini in corso da parte della Procura nei confronti della Società nonché di alcuni suoi esponenti attuali (il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, il responsabile del settore finanziario Stefano Cerrato e Cesare Gabasio) e passati”.

Compare per la prima volta il nome di Cesare Gabasio, avvocato della Juventus e legale rappresentante del club, che diventa così il settimo iscritto nel registro degli indagati dell’inchiesta Prisma. Gabasio è al centro dell’intercettazione in cui insieme a Federico Cherubini parlano della “famosa carta che non deve esistere teoricamente” di Ronaldo che gli inquirenti stanno ancora cercando, contestando il fatto che avrebbe dovuto essere messa a bilancio, almeno nella relazione allegata.

Le parole degli avvocati e il riferimento alla “carta segreta”

“Il decreto di perquisizione non modifica le ipotesi investigative del precedente provvedimento notificato venerdì scorso, ma specifica la presunta esistenza di documentazione della quale, al momento, non risulta il rinvenimento”, hanno dichiarato all’Ansa l’avvocato Maurizio Bellacosa (studio legale Severino), che difende la Juventus, e l’avvocato Davide Sangiorgio, che difende gli indagati della società.

Il riferimento nella seconda parte è proprio alla “carta segreta” di Ronaldo, ma rileva anche il passaggio iniziale sul fatto che dopo le perquisizioni iniziali e le prime audizioni in procura le ipotesi di reato sono rimaste quelle e non se ne sono aggiunte di nuove.

L’inchiesta della procura di Torino sui conti della Juventus, e sulle cosiddette plusvalenze fittizie nella compravendita di giocatori, “non configura un mutamento negativo rilevante da consentire alle banche di recedere dagli impegni di garanzia in relazione all’aumento di capitale”. Questa la sostanza del supplemento al prospetto informativo sull’aumento di capitale depositato presso la Consob.

Il ruolo di Exor e l’eventuale scenario

Per questo è ritenuta remota l’ipotesi per cui l’aumento di capitale fosse eseguito solo parzialmente, caso in cui affluirebbero unicamente le risorse finanziarie per cui si è impegnato l’azionista di maggioranza Exor, ossia per 255 milioni di euro sui 400 milioni complessivi.

Nel recente passato Exor (la holding finanziaria con sede in olanda, controllata dalla famiglia Agnelli e di cui John Elkann è presidente) ha già predisposto l’impiego di parte di quei 255 milioni di euro: una cifra pari a circa 75 milioni di euro già oggetto di versamento in conto futuro aumento di capitale del 27 agosto 2021.

Gli obblighi di trasparenza impongono al club di tratteggiare comunque l’eventuale scenario: “In tali evenienze – si legge nel supplemento – in assenza di ulteriori tempestive misure a sostegno del Piano di sviluppo aggiornato e confermato (ossia il Piano di sviluppo della società per gli esercizi dalla stagione 2019/20 a quella futura del 2023/24), la capacità del Gruppo di mantenere il presupposto della continuità aziendale verrebbe meno”.

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