Non solo Abramovich: gli oligarchi del calcio che rischiano sanzioni

Le sanzioni che stanno colpendo gli oligarchi russi interessano anche il calcio: oltre a Roman Abramovich e al Chelsea ecco quali sono i proprietari e i club a rischio

La guerra in Ucraina comporta sanzioni nei confronti della Russia e, di conseguenza, perdite milionarie per gli oligarchi nei vari settori. Anche il calcio è stato colpito: la Uefa ha spostato la sede della finale di Champions League da San Pietroburgo a Parigi, mentre la Nazionale russa è stata di fatto estromessa dalle competizioni internazionali, Mondiali 2022 compresi. A rischiare grosso però sono anche i proprietari dei club. Oltre a Roman Abramovich, storico presidente del Chelsea, ecco chi sono tutti gli altri.

Abramovich e il Chelsea: quanto ha vinto il russo in 19 anni

Roman Abramovich è il 10° uomo più ricco di Russia (qui abbiamo stilato la top 10 dei miliardari russi più facoltosi) ed è noto prevalentemente per aver acquistato il Chelsea, club londinese, nel 2003 per circa 60 milioni di sterline. Da quell’anno ha iniziato a investire pesantemente, riuscendo a vincere 21 trofei in 19 anni:

  • 5 campionati inglesi (2004-2005, 2005-2006, 2009-2010, 2014-2015, 2016-2017);
  • 5 FA Cup (2006-2007, 2008-2009, 2009-2010, 2011-2012, 2017-2018);
  • 3 League Cup (2004-2005, 2006-2007, 2014-2015);
  • 2 Community Shield (2005-2006, 2009-2010);
  • 2 Champions League (2011-2012, 2020-2021);
  • 2 Europa League (2012-2013, 2018-2019);
  • 1 Mondiale per Club (2021-2022);
  • 1 Supercoppa europea (2021-2022).

Per non perderti le ultime notizie e ricevere i nostri migliori contenuti, iscriviti gratuitamente al canale Telegram di QuiFinanza: basta cliccare qui

Sanzioni e calcio, perché Abramovich ha dovuto vendere il Chelsea

Abramovich ha deciso di vendere il Chelsea e di destinare i ricavi alle vittime della guerra in Ucraina. Convocato al tavolo dei negoziati sul conflitto, il magnate teme di finire nel mirino delle autorità, a partire da quelle del Regno Unito, per la sua posizione compromettente visti i tanti interessi sull’asse russo-britannica. Per questo ha deciso di liquidare buona parte del patrimonio posseduto a Londra. La cessione, che si stima intorno a un valore di 3,3 miliardi di euro, “non sarà velocissima, ma seguirà il giusto processo. Non chiederò alcun prestito da rimborsare. Per me non si tratta mai di affari né di soldi, ma di pura passione per il calcio e per il club” si legge nel comunicato.

Abramovich, ma non solo: chi sono gli oligarchi russi nel calcio

Ma oltre a Roman Abramovich, chi sono gli altri oligarchi nel mondo del calcio? In Championship, seconda divisione del campionato inglese, c’è Maxim Demin, uomo d’affari russo proprietario del Bournemouth: ha 52 anni, è entrato nel club nel 2011 versando 12 milioni di euro. Ha già ottenuto un passaporto britannico, che lo tiene al riparo da sanzioni.

In Premier League, invece, riflettori sull’uzbeko Alisher Usmanov. Un passato da azionista dell’Arsenal, un presente da top sponsor) dell’Everton con le aziende Usm, Megafon e Yota. Ha già versato 36 milioni di euro per dare il nome allo stadio, ma i rapporti con le sue aziende si sono interrotti proprio in questi giorni di guerra.

C’è un po’ di Russia anche nel Principato di Monaco, con Dmitry Rybolovlev e il suo patrimonio da 7 miliardi di euro: ha acquistato il Monaco nel 2011, quando era in Ligue 2, e in 6 anni ha vinto la Ligue 1 e lanciato Kylian Mbappé, rivenduto a 180 milioni di euro al Paris Saint Germain. Ha anche raggiunto la semifinale di Champions League. Nel 2017 ha anche acquistato il Cercle Bruges, squadra belga. Rybolovlev, che ha anche il passaporto cipriota, ha sempre preso le distanze da Putin: il suo nome però è comunque presente nel ‘Putin Accountability Act’, l’elenco delle persone per cui si richiedono sanzioni, ritenendo che abbiano legami col presidente (qui trovate i nomi).

In Olanda, c’è la società Vitesse: è di proprietà del russo Valerij Oyf, nato a Odessa nel 1964. Ha acquistato il club nel 2018 da un altro oligarca, Alexander Chigirinsky, l’immobiliarista che a sua volta lo aveva comprato nel 2013.

C’è della Russia anche in Grecia, con il presidente del Paok Salonicco: si chiama Ivan Savvidis, ha 62 anni, guida il club dal 2012 e nel 2018 è stato squalificato per tre anni per essere entrato in campo con una pistola nel finale della partita con i rivali dell’Aek Atene. Nato in Georgia, ha studiato all’università di Rostov: dal 2003 al 2011 è stato membro della Duma nel partito di Putin, poi editore tv e di giornali. Come Oyf e Demin, però, non è sulla lista nera d’Europa e Stati Uniti.