Scontro UEFA-FIFA: la decisione sul Mondiale biennale

Il calcio europeo è contrario alla proposta della FIFA di disputare il Mondiale ogni due anni

A pochi mesi dal pacchiano tentativo di cancellare il calcio europeo con l’introduzione della Superlega, si discute di un altro grande cambiamento che potrebbe interessare il sistema calcistico internazionale: il Mondiale biennale. Questa volta la proposta è arrivata direttamente dalla FIFA e dal suo presidente, Gianni Infantino, che ha spiegato il tentativo di riforma con la volontà di allargare il Mondiale alle piccole nazionali, di aumentare il fatturato del calcio internazionale e di “riportare i giovani ad interessarsi al calcio”.

Il progetto, delineato da Arsène Wenger, ex tecnico dell’Arsenal e capo del calcio della Fifa, prevede lo svolgimento dei Mondiali ogni due anni, a partire dal 2026, e quello delle qualificazioni in una finestra a ottobre. L’Europeo e le Olimpiadi dovrebbero così spostarsi negli anni dispari, tra un mondiale e l’altro, in un calendario già affollato di impegni.

Europa e Sud America totalmente contrarie

Le reazioni contrarie non si sono fatte attendere, in particolare da parte dell’UEFA e della CONMEBOL, gli organi di governo del calcio europeo e sudamericano, che in un incontro virtuale con la FIFA, avevano minacciato “terribili conseguenze” se Infantino avesse portato al voto la proposta del Mondiale biennale nel Consiglio FIFA del 20 dicembre. Il presidente italo-svizzero avrebbe avuto, infatti, i voti per far approvare il progetto, grazie all’appoggio delle istituzioni calcistiche di Africa, Asia, Nord America e Oceania, desiderose di ritagliarsi un maggiore spazio nel contesto internazionale.

Il calcio è così spaccato in due fazioni: da una parte le organizzazioni più importanti, quella europea e sudamericana, che comprendono le squadre e gli atleti più forti, ricchi e blasonati del mondo, dall’altra la FIFA e le istituzioni degli altri continenti.

In Europa sono contrari tutti, dagli organi continentali a quelli nazionali, fino alla maggior parte di calciatori, allenatori e dirigenti. Sono già troppi, infatti, gli impegni nel fitto calendario calcistico internazionale e nessuno, nel Vecchio Continente, ha interesse a ridurre gli eventi e i ricavi del calcio europeo, nettamente maggiori degli altri, in favore di quelli extracomunitari. Tedeschi, portoghesi, spagnoli e italiani sono stati i più decisi a opporsi e, secondo fonti della Associated Press, diverse federazioni calcistiche dei paesi europei potrebbero porre fine alla loro appartenenza alla Fifa in caso di approvazione dei Mondiali biennali.

Primo stop al Mondiale biennale

Per ora il Mondiale biennale è rimandato: in queste ore infatti, dal Comitato Esecutivo Fifa è arrivato un “no” alla proposta di mettere ai voti la nuova riforma alla seduta del Consiglio FIFA del 20 dicembre. Al di là del numero dei voti, infatti, l’opposizione di Europa e Sudamerica è stata troppo pesante per Infantino per rischiare uno strappo definitivo con tutti gli esponenti sportivi più importanti e famosi del mondo. Si è deciso così di non accelerare i tempi della votazione: non ci sarà un Congresso a dicembre, ma soltanto un summit. Le discussioni riprenderanno nel 2022.

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