Nuove valvole, c’è la beffa: si paga anche a termosifone spento

La denuncia de Il Salvagente, che ha verificato la segnalazione di un lettore scoprendo che anche un calorifero spento può costare caro al suo proprietario

L‘obbligo di installare termovalvole e ripartitori di calore in nome del risparmio energetico rischia di trasformarsi in una costosa beffa per i consumatori: a denunciarlo è la rivista Il Salvagente, che ha verificato la segnalazione di un lettore sul tema scoprendo che anche un calorifero spento può costare caro al suo proprietario.

IL CASO – L’allarme è partito dopo che un inquilino di un condominio di Melzo, in provincia di Milano, ha scoperto costi sospetti sul riscaldamento in piena estate.
“Lo scorso anno, a settembre 2016 – scrive il signor Lodigiani al Salvagente – i ripartitori sono stati applicati anche nei nostri appartamenti. A fine stagione, dopo il passaggio del tecnico addetto al prelievo e all’azzeramento dei contatori, verifico sugli strumenti stessi che la procedura sia andata a buon fine e che riportino il valore zero predisposto per la nuova stagione. Tutto perfetto”.
Ma lo scrupoloso lettore decide di controllare anche a fine settembre, ben prima dell’accensione del riscaldamento per la stagione invernale. E fa una scoperta: i ripartitori di calore – azzerati in precedenza – riportano globalmente già 315 scatti. “Il nostro lettore – continua il Salvagente -, facendo un rapporto tra l’ammontare di scatti consumati complessivamente nell’ultima stagione invernale e il costo delle bollette per il riscaldamento, è giunto alla conclusione che questi 315 scatti erroneamente calcolati corrispondono a circa 30 euro, pari al 5% circa del consumo”.

IL FENOMENO HA UNA SPIEGAZIONE TECNICA – Di fronte a questo comportamento anomalo, Lodigiani contatta prima l’amministratore di condominio e poi la rivista, che interviene e scopre che, sì, il sistema di contabilizzazione può effettivamente ingannare il consumatore: “È normale – risponde Franco Pozzoni, Presidente di Cna installazione impianti Lombardia -. La scatoletta bianca misura la differenza di calore del radiatore rispetto all’ambiente. Se ho un radiatore che è irraggiato dal sole durante l’estate, e si scalda la piastra d’acciaio, questa diventa calda rispetto all’ambiente, il ripartitore comincia a conteggiare”.

BASTA UNA DIFFERENZA DI TEMPERATURA DI 3-4 GRADI – E secondo un esperto ingegnere contattato dalla rivista, basterebbe una differenza di temperatura di 3-4 gradi tra radiatore e atmosfera circostante per far partire il conteggio degli scatti. Che poi prosegue a registrare differenze anche inferiori a un grado. Un problema che con il caldo torrido delle ultime estati potrebbe essere capitato a moltissimi italiani.

COSA FARE SE CI SI ACCORGE DEI FALSI CONSUMI – Cosa fare allora se ci si dovesse accorgere di falsi consumi estivi conteggiati? Secondo il presidente della Cna installazione impianti Lombardia, “si può contestare l’amministratore o la ditta responsabile dei termoimpianti per la non regolarità della ripartizione delle spese, e chiedere un rimborso adeguato”.

In collaborazione con Adnkronos

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