Casa, le imposte sull’eredità

Come si calcolano le imposte successione relative agli immobili? Ecco come conoscere chi è tenuto al pagamento e quanto pagano parenti e legatari del de cuius

La normativa che regola la successione, intesa come eredità che si riceve alla morte di un parente o di un coniuge, è stata riformata dalla legge n. 286 del 2006 (di conversione del decreto legge n. 262 del 2006) e la legge n. 296 del 2006 (Finanziaria 2007), con il ritorno delle imposte e aliquote, fissate in funzione del valore dei beni interessati.

Sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte avvenuti a decorrere dal 3 ottobre 2006 è dovuta l’imposta sulle successioni e donazioni.

  Quanto si paga

Sono obbligati al pagamento dell’imposta gli eredi e i legatari che beneficiano di beni immobili e diritti reali immobiliari.
La valutazione degli immobili avviene mediante la moltiplicazione delle rendite catastali per appositi coefficienti di aggiornamento. Ovvero, per ottenere il valore catastale dell’immobile è necessario  rivalutare la rendita catastale del 5% e moltiplicarla per un coefficiente che varia in base alla tipologia dell’immobile oggetto dell’atto di donazione: 110 prima casa; 120 fabbricati appartenenti al gruppo A, C; 168 per i fabbricati delle categorie B; 60 per i fabbricati delle categorie A/10 e D.

La base imponibile è costituita dal valore totale netto dell’asse ereditario, vale a dire dal valore dei beni e dei diritti oggetto di successione al netto delle passività e degli oneri deducibili (debiti della persona deceduta, spese mediche e funerarie).

L’imposta di successione à determinata dall’ufficio che applica aliquote diverse a seconda del grado di parentela dell’erede. In particolare, sono previste le seguenti aliquote: 
  ●  4 per cento, per il coniuge e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, 1.000.000 di euro;
  ●  6 per cento, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro;
  ●  6 per cento da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado;
  ●  8 per cento, senza alcuna riduzione della base imponibile, per le altre persone.

Gli importi esenti dall’imposta (la franchigia) sono aggiornati ogni quattro anni, in base all’indice del costo della vita.

Le imposte ipotecaria e catastale e l’agevolazione "prima casa"

Quando nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari, oltre all’imposta di successione sono dovute anche le imposte ipotecaria e catastale.

Se all’interno dell’asse ereditario vi è un immobile (non di lusso) che andrà destinato come "prima casa", è previsto il pagamento dell‘imposta ipotecaria e catastale in misura fissa (168 euro per ciascuna imposta).

L’agevolazione spetta se il beneficiario (ovvero, nel caso di immobili trasferiti a più beneficiari, almeno uno di essi), ha i requisiti necessari per fruire dell’agevolazione cosiddetta "prima casa". (fonte: Agenziaentrate.gov.it)

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