IMU + TASI, il Fisco spiega l’imposta. Come si applica la Supertasi

In risposta ai numerosi quesiti pervenuti, il Dipartimento delle Finanze è intervenuto per fare chiarezza sulla corretta applicazione della Super Tasi

a cura di 
Fisco 7

In risposta ai numerosi quesiti pervenuti, il Dipartimento delle Finanze è intervenuto per fare chiarezza sulla corretta applicazione della SUPERTASI, vale a dire la maggiorazione pari allo 0,8 per mille che si aggiunge alla TASI (circolare n. 2/DF del 29 luglio 2014). L’applicazione della SUPERTASI comporta il rispetto di un vincolo in capo ai Comuni: il relativo gettito sarà destinato ai contribuenti che pagheranno meno TASI sull’abitazione principale e pertinenze.  

L’applicazione della SUPER TASI non è agevole in quanto la norma dispone il seguente principio: TASI + IMU non deve generare  un carico tributario superiore alla sola aliquota IMU fissata al 31 dicembre 2013 al 10,6 per mille, tenendo anche conto che l’aliquota massima della TASI per il 2014, non può eccedere il 2,5 per mille. 

In maniera pratica, per l’applicazione della SUPERTASI, in vigore solo per il 2014, nella misura massima dello 0,8 per mille, ai Comuni conviene dividere gli immobili in due gruppi:

·         il primo è rappresentato dagli immobili soggetti all’IMU, che scontano un’aliquota ordinaria massima del 10,6 per mille. In questo gruppo rientrano anche le abitazioni di lusso che scontano l’aliquota massima IMU del 6 per mille;

·         il secondo è costituito dalle abitazioni principali che pagano solo la TASI, con aliquota massima del 2,5 per mille.

Nell’ambito di questa distinzione, ai Comuni è data facoltà di applicare lo 0,8 per mille interamente sui primi, ovvero solo sui secondi oppure modulare la SUPER TASI fra le due categorie. 

In concreto,  il Comune può decidere di utilizzare l’intera maggiorazione per aumentare uno dei due limiti o, invece, può distribuire lo 0,8 per mille tra di essi.

 Nel primo caso, occorre distinguere due ipotesi:

1.     se il Comune utilizza tutta la maggiorazione per aumentare il primo limite e porta, quindi:
·         la somma IMU + TASI a 11,4 per mille (10,4 + 0,8) per gli altri immobili,
·         e a 6,8 per mille (6 + 0,8) per le abitazioni di lusso ricadenti in A/1, A/8 E A/9,
·         non potrà fissare un’aliquota TASI superiore al 2,5 per mille per le abitazioni principali (non di lusso), secondo il seguente schema:

 
IMU 
TASI
IMU + TASI
(PRIMO LIMITE)
TASI
(SECONDO LIMITE)
Aliquota ordinaria
10,6
0,8
11,4 (10,6 + 0,8)
 
Abitazione principale
(A/1, A/8, A/9)
6
0,8
6,8 (6,0 + 0,8)
 
Abitazione principale
(diverse da A/1, A/8, A/9)
 
2,5
 
2,5
 
2.     se, invece, il Comune utilizza tutta la maggiorazione per aumentare il secondo limite, portando quindi:
·         l’aliquota TASI al 3,3 per mille (2,5 + 0,8),
·         la somma IMU + TASI non potrà variare restando al 10,6 per mille per gli altri immobili,
·         e al 6 per mille l’abitazione principale (di lusso), come da tabella sottostante:
 
IMU
TASI
IMU + TASI
(PRIMO LIMITE)
TASI
(SECONDO LIMITE)
Aliquota  ordinaria
10,6
 
10,6
 
Abitazione principale
(A/1 – A/8 –A/9)
6
 
6,0
 
Abitazione principale
(diverse da A/1, A/8, A/9)
 
2,5 + 0,8
 
3,3
 
Nel caso in cui il Comune decida di distribuire la maggiorazione tra i due limiti, si potrebbero formulare due ipotesi in cui il Comune aumenti:

a. dello 0,4 per mille, il primo limite del 10,6 per mille, portando quindi la somma IMU + TASI all’11 per mille (10,6 + 0,4) per gli altri immobili e al 6,4 per mille (6 + 0,4) per l’abitazione principale (di lusso);
b. del restante 0,4 per mille il secondo limite del 2,5 per mille, arrivando quindi ad aumentare l’aliquota TASI al massimo al 2,9 per mille (2,5 + 0,4). 

 
IMU
TASI
IMU + TASI
(PRIMO LIMITE)
TASI
(SECONDO LIMITE)
Aliquota ordinaria
10,6
0,4
11,0 (10,6 + 0,4)
 
Abitazione principale
(A/1 –A/8 –A/9)
6
0,4
6,4(6,0 + 0,4)
 
Abitazione principale
(diverse da A/1, A/8, A/9)
 
2,5 + 0,4
 
2,9 (2,5 + 0,4)
Ovviamente il Comune potrà ripartire la maggiorazione in misura non uguale tra i due limiti seguendo le proprie politiche locali, a condizione, conclude la circolare, che la SUPER TASI non venga applicata in maniera superiore al dovuto. 
La circolare propone anche esempi di delibere non conformi al dettato legislativo, del seguente tenore:
 
IMU
TASI
IMU + TASI
(PRIMO LIMITE)
TASI
(SECONDO LIMITE)
LIMITI CORRETTI
Aliquota ordinaria
10,6
 
10,6
 
MAX 10,6
Abitazione principale di lusso
6
0,8
6,8 (6,0 + 0,8)
 
MAX 6,0
Abitazione principale non di lusso
 
2,5 + 0,8
 
3,3(2,5 + 0,8)
MAX 3,3
 
In questo caso la maggiorazione è stata utilizzata nella misura dello 0,8 per mille per ciascun limite, in quanto  TASI con SUPER TASI arriva al 3,3 per mille e contestualmente, il primo limite (IMU +TASI) è stato elevato, seppure limitatamente alle abitazioni di lusso dal 6 al 6,8 per mille. Quindi la SUPER TASI è stata applicata sia al primo che al secondo gruppo di immobili in maniera non conforme ai voleri della circolare.
 Ecco un altro esempio di utilizzo della SUPER TASI in maniera non conforme:
 
IMU
TASI
IMU + TASI
(PRIMO LIMITE)
TASI
(SECONDO LIMITE)
LIMITI CORRETTI
Aliquota ordinaria
8,3
2,8 (2,5 + 0,3)
11,1
 
MAX 10,9
Abitazione principale di lusso
4,6
1,7
6,3 (6,0 + 0,3)
 
MAX 6,3
Abitazione principale non di lusso
 
2,5 + 0,5
 
3,0 (2,5 + 0,5)
MAX 3,0
 
In questo caso il Comune, tenendo conto delle aliquote IMU e TASI fissate, può distribuire la SUPER TASI aggiungendo l’aliquota 0,5 alla TASI per l’abitazione principale non di lusso, e l’aliquota 0,3 all’altro gruppo di immobili assoggettati all’IMU + TASI.

Per mantenere le aliquote entro i limiti prestabiliti si dovrà tener conto che il limite superiore IMU + TASI è fino a 10,9 per mille (10,6 + 0,3) e 6,3 per mille (6 + 0,3) per le abitazioni di lusso, con super TASI di 0,3 per mille, posto che la maggiorazione deliberata per le abitazioni non di lusso è di 0,5 per mille. 

Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN
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