Come capire se abbiamo pagato la Tari più alta del dovuto

Ci sono stati errori di calcolo e abbiamo pagato la Tari più alta del dovuto? Ecco come capirlo e come chiedere il rimborso

Come facciamo a capire se abbiamo pagato la Tari in maniera erronea, ovvero più alta della cifra da corrispondere, e chiedere l’indennizzo allo Stato? La domanda è lecita, poiché dal 2014, ovvero il momento in cui è stata introdotta la Tassa sui rifiuti, ci sono estati errori di calcolo e alcuni cittadini hanno sborsato più soldi del dovuto.

Come si calcola la Tari? Facciamo chiarezza su come viene conteggiata questa tassa che, come sappiamo, è proporzionata ai metri quadrati dell’abitazione in cui risiediamo e al numero degli inquilini che vi risiedono. Sulla base di ciò, analizziamo il meccanismo che porta il Comune a inviare ogni anno l’importo da corrispondere, che è possibile pagare in più rate tramite F24 o bollettini: di norma, si tratta di un importo diviso in tre tranche, con scadenza a marzo, giugno e settembre. La quarta, che prevede il conguaglio e l’eventuale adattamento dell’importo, viene emessa a fine anno ed è da corrispondere, di norma, entro novembre. Veniamo, ora, al nocciolo della questione.

La Tassa sui rifiuti si basa su due componenti, la quota fissa e quella variabile. La prima viene decisa ogni anno dal Comune ed è da riferire alla totalità della casa, ovvero la parte effettivamente abitata più eventuali pertinenze, come garage e cantine. Per quanto riguarda la quota variabile, invece, questa deve essere corrisposta prendendo in considerazione soltanto la parte effettivamente abitata, escludendo le altre. Ed ecco i possibili errori: se a fianco della metratura riferita alle zone di pertinenza viene corrisposto un importo, allora avete pagato una quota Tari più alta del dovuto (anche il doppio).

Purtroppo non è così semplice accorgersi se è stato fatto uno sbaglio nel calcolo, anche se potete accorgervene autonomamente dal bollettino inviato dal Comune. Se, però, le metrature della vostra abitazione e gli importi fissi e variabili non fossero riportati in maniera chiara sull’avviso di pagamento, potete rivolgervi all’associazione “SOS Tari”, nelle sedi locali. Quando vi sarà chiaro che l’errore c’è stato e che avete corrisposto un importo Tari maggiore rispetto a quanto avreste dovuto, allora potete procedere alla richiesto di indennizzo.

Come chiedere il rimborso? Inviate una raccomandata A/R al vostro Comune di residenza allegando i pagamenti effettuati e citando espressamente la richiesta effettuata dai parlamentari a riguardo, ovvero la numero 5-10764, presentata il 18 ottobre 2017. Se volete, è possibile effettuare il procedimento anche in maniera digitale, tramite PEC. Le tempistiche? Il Comune deve corrispondervi il rimborso entro 180 giorni dalla vostra richiesta, mentre voi, se non ricevete il giusto indennizzo nei tempi stabiliti, potrete nuovamente inoltrarne la domanda alla Commissione Tributaria Provinciale, dopo 60 giorni.

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