Rc auto, deducibilità ridotta nel 730/2013. Penalizzato chi ha l’utilitaria e non fa incidenti – Da quest’anno il contributo Ssn che si paga con la polizza auto non è più deducibile per intero ma solo per la parte che supera i 40 euro. Ecco come si calcola

Da quest'anno il contributo Ssn che si paga con la polizza auto non è più deducibile per intero ma solo per la parte che supera i 40 euro. Ecco come si calcola

Alla fine ci guadagna chi possiede un Suv, più di un’auto o è un disastro alla guida. In pratica chi spende molto di assicurazione. Con il modello 730 di quest’anno si riduce la deducibilità del contributo Ssn (Servizio sanitario nazionale) incorporato in tutte le polizze rc auto: con l’introduzione della franchigia fissa di 40 euro si potrà scontare dal reddito solo la parte che supera questo importo. Gli automobilisti prudenti o i proprietari di auto di piccola cilindrata perderanno quindi questo piccolo sconto fiscale.

Sotto i 380 euro di premio
non si deduce più nulla

E’ una novità passata inosservata perché è contenuta in un provvedimento di tutt’altra natura, la riforma del lavoro Fornero del 2012 "Nascosta" nel comma 76 dell’art. 4, rientra tra le forme di copertura finanziaria della riforma e prevede che la quota di contribuzione al Servizio sanitario nazionale che tutti paghiamo (a volte senza saperlo) con il premio assicurativo deducibile (…) dal reddito complessivo del contraente medesimo per la parte che eccede 40 euro".

Il contributo Ssn è calcolato in proprozione al valore della polizza e ammonta al 10,5% del premio versato. Questo significa che con una soglia fissata a 40 euro la deducibilità scatta solo per chi paga un premio superiore ai 381 euro (10,5% di 381 = 40). Una scelta che penalizza chi paga meno perché ha auto più piccole o non causa incidenti, oppure ha la fortuna di abitare in regioni in cui le tariffe sono più basse.

Come si indica nel 730

La quota deducibile dev’essere indicata distintamente dall’assicurazione sulla polizza o sulla quietanza di pagamento (alcune compagnie inviano ai clienti una comunicazione apposita in vista della dichiarazione dei redditi).

L’importo deducibile dev’essere riportato per intero nella casella E21 del Quadro E – Oneri e spese del modello 730. Starà poi a chi presta l’assistenza fiscale (datore di lavoro, Caf o professionista) portare in deduzione dal reddito solo la parte di contributi che supera i 40 euro.

Va detto che non si tratta, in media, di un risparmio fiscale consistente perché gli importi sono modesti, ma soprattutto perché è una deduzione dal reddito – cioè dalla base imponibile si cui poi si calcolerà l’Irpef – e non una detrazione dall’imposta – come accade ad esempio per le spese mediche – che comporterebbe ovviamente uno sconto maggiore. (A.D.M.)
 

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