Fisco e impresa per il Centrodestra – Abolizione dell’Imu sulla prima casa, no alla patrimoniale, azzeramento dell’Irap, no all’aumento dell’Iva, inalzamento del limite alle transazioni in contante… Le proposte del Centrodestra per il rilancio del Paese

Abolizione dell'Imu sulla prima casa, no alla patrimoniale, azzeramento dell'Irap, no all'aumento dell'Iva, inalzamento del limite alle transazioni in contante... Le proposte del Centrodestra per il rilancio del Paese

Il leitmotiv che caratterizza le proposte di Pdl e Lega in materia di politica fiscale è "abbassare le tasse", a partire dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli. Cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi è ridurre la pressione del Fisco e porre fine a quello che ha definito lo "stato di polizia fiscale". Secondo i piani annunciati dal Pdl, la copertura dell’operazione – cioè gli 80 miliardi di entrate che verrebbero a mancare – sarebbe garantita attraverso cessioni del patrimonio publico (privatizzazioni) e grazie a un accordo con la Svizzera per tassare i patrimoni italiani nelle casse elvetiche,  oltre a un’operazione massiccia sul debito pubblico, da ridurre di 400 miliardi in cinque anni.
 
LA RIFORMA FISCALE

IMU: abolizione per la prima casa. Una delle principali promesse elettorali del Pdl è l’abolizione dell’Imu sulle abitazioni principali (che era stato il suo cavallo di battaglia per l‘Ici anche nella campagna elettorale 2008). Il mancato gettito di 4 miliardi verrebbe compensato da "aggravi di imposta su giochi, scommesse, lotto, tabacchi e alcolici e quindi su beni non di prima necessità". La perplessità sull’efficacia di questa compensazione sta nel fatto che le imposte sui consumi, a differenza di quelle sul patrimonio come l’Imu, hanno una "base imponibile" variabile, cioè l’aumento dell’imposizione produce in genere una contrazione dei consumi, riducendo quindi il gettito fiscale.
L’eliminazione dell’IMU sarà estesa anche sui terreni e i fabbricati funzionali ad attività agricole.

Sempre in ambito di politiche fiscali, il programma del PdL dice:
– no alla patrimoniale;
– no all’aumento dell’Iva;
– abbassamento dell’IVA nel settore turistico;
– tendenziale azzeramento (in 5 anni) dell’Irap, a partire dal lavoro, con priorità alle piccole imprese e agli artigiani;
– diminuzione della pressione fiscale di 1 punto all’anno (5 punti in 5 anni);
– detassazione degli utili reinvestiti in azienda;
– innalzamento limite uso del contante, con riferimento ai livelli medi europei
– fiscalità di vantaggio come politica di sviluppo economico territoriale;
– sì al "Contrasto di interesse" (i contribuenti possono scaricare dall’imponibile fatture e ricevute);
– concordato fiscale preventivo;
– revisione e riduzione dei poteri di Equitalia;
– revisione radicale del redditometro;
– costituzionalizzazione dei diritti del contribuente;
– compensazione tra crediti verso la PA e debiti fiscali, per le famiglie e per le imprese;
– generale semplificazione degli adempimenti fiscali delle PMI, degli artigiani e dei lavoratori autonomi senza struttura o con struttura di piccole dimensioni.

IMPRESE

Per le imprese il centrodestra assicura per le nuove assunzioni di giovani a tempo indeterminato un credito d’imposta dei contributi relativi al lavoratore assunto per i primi 5 anni; la sostituzione del vigente sistema dei sussidi alle imprese con contestuale ed equivalente riduzione delle tasse sul lavoro e sulla produzione; il passaggio dalle autorizzazioni ex ante ai controlli ex post; pagamenti più celeri da parte della pubblica amministrazione nonché agevolazioni per giovani imprenditori con tre anni di vantaggi fiscali per le imprese guidate da under 35. Poi la detassazione del salario di produttività (già varata dal governo Monti) e l’erogazione di buoni dote per la formazione. Tetto alle pensioni d’oro; sviluppo del telelavoro; partecipazione agli utili da parte dei lavoratori. Sul fronte del lavoro il Pdl propone il ritorno alla Legge Biagi per uno “Statuto dei Lavori”.

 

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