Imu, come funziona la nuova imposta – A differenza dell’Ici, l’Imu si applica anche alle prime case. Assorbe l’Irpef sugli immobili e si applica sulla rendita catastale rivalutata del 60%

A differenza dell'Ici, l'Imu si applica anche alle prime case. Assorbe l'Irpef sugli immobili e si applica sulla rendita catastale rivalutata del 60%

La cosiddetta manovra “salva Italia”, il primo provvedimento del governo Monti, ha reso operativo l’Imu, l’imposta municipale unica, già introdotta dalle norme su federalismo fiscale. Dal 1° gennaio 2012 la nuova imposta sostituisce l’Ici inglobando anche l’Irpef sui renditi fondiari (da terreni e fabbricati).

La novità principale è che si applica anche sulla prima casa (con detrazioni). Torna dunque l’imposta sull’abitazione principale, abolita nel 2008.

Aliquote e detrazioni

La legge prevede della aliquote base – differenti per le prima e la seconda casa – con la possibilità per i comuni di aumentare o diminuirle di una certa misura in base alle esigenze di bilancio.

Aliquote
base
Margine
di oscillazione
Detrazioni
 Prima casa 4 per mille +/- 2 per mille
(quindi dal 2 al 6 per mille)
€ 200
+ € 50 per ogni figlio sotto i 26 anni
fino a un max di € 200 per 4 e più figli.
Quindi detrazione max € 400
 Seconde case 7,6 per mille +/- 3 per mille
(quindi dal 4,6 al 10,6 per mille)
Nessuna


Rivalutazione delle rendite catastali

L’aumento delle aliquote non sarebbe di per sé così pesante se la manovra non agisse anche sull’altro versante del prelievo, cioè la base imponibile sulla quale calcolare l’imposta. L’Imu si applicherà, per quanto riguarda le abitazioni, sulle rendite catastali aumentate del 60%.

In pratica:
  prima la rendita catastale (che risulta dalla visura catastale), andava rivalutata del 5%;
  ora va fatta una doppia rivalutazione: il valore già aumentato del 5% va rivalutato di un ulteriore 60% (coefficiente di rivalutazione 160).

Questa rivalutazione vale solo per le abitazioni. Altre tipologie di immobili i coefficienti di rivalutazione cambiano e addirittura diminuiscono la rendita: per esempio per uffici e studi privati il coefficiente è 85, per i negozi è 55, per teatri, strutture sportive, banche, ospedali, alberghi, fabbricati agricoli è 40. Per tutti questi fabbricati la rendita si svaluta (rispettivamente del 15, 45 e 60%).

Altre regole

La casa concessa in comodato gratuito a figli, genitori o altri familiari non è più considerata abitazione principale, come succedeva fino all’anno scorso. Quindi sconterà un’aliquota come seconda casa.

Sulle case date in affitto a partire dal 2015 è previsto un dimezzamento dell’aliquota ordinaria. I comuni possono in ogni caso ridurre l’aliquota fino al 4 per mille.

Imu, come funziona la nuova imposta – A differenza dell’Ic...