Calcolo e versamento Imu, gli errori più comuni

Rendita catastale da rivalutare, aliquote diverse a seconda dell'uso dell'immobile, codici tributi differenziati. I "comandamenti" per non sbagliare quando si paga l'Imu

Giunti alla scadenza del 17 giugno, cerchiamo di non scivolare sulla classica buccia di banana a un passo dal traguardo. Coloro che non rientrano nelle categorie graziate dal rinvio sono ormai rassegnati all’imminente salasso del nuovo acconto Imu 2013, ma stiamo attenti a non commettere errori  nel calcolo o nel versamento che possono costarci sanzioni, cioè ulteriori esborsi. Ecco pochi "comandamenti" per superare i principali passaggi senza sbagliare.

1. Ricordati di rivalutare la rendita
Anche se il calcolatore automatico semplifica la vita, c’è ancora chi fa i conti a mano. In entrambi i casi si parte dalla rendita catastale (che si prende dal rogito, dalla visura catastale o, avendo i dati catastali dell’immobile, dalla banca dati dell’Agenzia del Territorio) ma questa va aumentata due volte:
rivalutazione del 5% (come per la vecchia Ici);
applicazione del coefficiente moltiplicatore (sulla rendita rivalutata): per le abitazioni è 160 (ma il coefficiente varia per le altre tipologie di immobile).
Quello che risulta è la base imponibile per l’Imu.
Esempio: rendita 1.000 > rivalutata 1.050 > con coefficiente 168.000.

2. Applica l’aliquota giusta
Come individuare l’aliquota comunale con cui calcolare l’imposta? Per l’acconto di giugno (che tocca 30 milioni di immobili), nella stragrande maggioranza dei casi, basta fare riferimento alla delibera comunale del 2012. Nei pochi Comuni che hanno già deciso per il 2013, invece, il contribuente può scegliere l’aliquota più favorevole. Ecco ad esempio solo alcune delle aliquote di Roma e Milano:
 

Roma:
– abitazione principale (cat. A): 0,50%
– immobili di anziani o disabili (cat. A): 0,50%
– alloggi Ater (cat. A): 0,68%
– immobili posseduti e utilizzati da Onlus (cat. A): 0,76%
– altri immobili (cat. A): 1,06%
– laboratori (cat. C3): 1,06%
  (se utilizzati dal proprietario: 0,76%)
– uffici, studi (cat. A10) e negozi (cat. C1): 1,06%.

 

   • Milano:
– abitaz. principale (cat. A2 A3 A6 A7): 0,40%
– abitaz. principale (cat. A4 A5): 0,36%
– abitaz. principale (cat. A1 A8 A9): 0,60%
– immobili locati a canone libero: 0,96%
– immobili locati a canone concordato: 0,65%
– altre abitazioni (cat. A): 1,06%
– negozi (cat. C1): 1,06%
  (se utilizzati dal proprietario: 0,87%)
– laboratori (cat. C3): 1,06%
  (se utilizzati dal proprietario: 0,87%)
– uffici e studi privati (cat. A10): 1,06%

3. Non dimenticare la detrazione per la prima casa
Per la abitazione principale è prevista una detrazione forfettaria di 200 euro. L’importo va detratto dall’imposta finale.

4. Non sbagliare il codice tributo
In fase di versamento con il modello F24 vanno indicati i codici tributo. che sono differenziati per tipo di immobili e di destinatario dell’imposta (mentre per la prima casa il gettito Imu va tutto al comune, per gli altri immobili viene diviso tra il comune e lo Stato). Ecco i codici tributo per  il versamento Imu:

3912: riservato all’abitazione principale e relative pertinenze
3913: riservato ai fabbricati rurali ad uso strumentale
3914: terreni (Comune come destinatario)
3915: terreni (Stato come destinatario)
3916: aree fabbricabili (Comune come destinatario)
3917: aree fabbricabili (Stato come destinatario)
3918: altri fabbricati (Comune come destinatario)
3919: altri fabbricati (Stato come destinatario)
3923: interessi da accertamento (Comune come destinatario)
3924: sanzioni da accertamento (Comune come destinatario).
(A.D.M.)
 

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