18 giugno scadenza per Imu e Tasi: ecco cosa si sa

Il 18 giugno si dovranno pagare Imu e Tasi, che scadono: ecco come funzionano, tra agevolazioni e sconti

Tra pochi giorni, il 18 giugno, ci sarà l’acconto Imu-Tasi e oltre alle regole generali, valide per la maggior parte, sono previste anche numerose eccezioni.

Sia per l’Imu sia per la Tasi non c’è nulla da versare per chi possiede un’abitazione principale, a meno che non sia una casa di lusso, classificata al catasto come A/1, A/8, A/9. Nel caso in cui fosse una casa di lusso, si applica la quota decisa dal Comune, oltre alla detrazione fissa di 200 euro o più.

L’abitazione principale è l’immobile, iscrivibile nel catasto come unità immobiliare, nel quale chi possiede la casa abita abitualmente e risiedono, anche per l’anagrafe. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili differenti sullo stesso territorio comunale, le agevolazioni per la prima casa si applicano per uno solo dei due immobili.

Per poter quindi evitare di pagare l’Imu bisogna avere la residenza anagrafica e anche la dimora abituale del nucleo familiare. L’unica eccezione è che i due coniugi risiedano in comuni diversi, ciascuno con abitazione di proprietà: in questo caso vige il principio della “doppia agevolazione“. Ciò non è previsto per i coniugi separati e divorziati: quando infatti la dimora viene assegnata a uno di loro, colui che resta fuori non deve pagare Imu, mentre l’assegnatario è esente perché rimane la sua abitazione principale. Sulla seconda casa si pagano invece sia Imu che Tasi.

Dal 2015 è considerata abitazione principale anche l‘immobile posseduto da cittadini italiani non residenti sul territorio nazionale e iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, a condizione che la casa stessa non risulti locata o data in comodato d’uso.

Ci sono poi casi in cui si può non considerare il requisito della residenza per beneficiare dell’esenzione da Imu e Tasi. È il caso di militari, membri delle forze di polizia, Vigili del fuoco e prefetti, ma devono presentare una dichiarazione in Comune. In più, il Comune può definire abitazione principale anche la casa posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani e disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero sanitari a seguito di ricovero permanente. Non pagano Imu anche gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, per gli alloggi sociali.

Sconti sono previsti per gli edifici di interesse storico-artistico, per i quali è prevista una riduzione a metà dell’imposta, mentre per le case affittate a canone concordato la riduzione è del 25%. Per gli immobili inagibili o inabitabili è prevista la riduzione a metà dell’imposta, solo nel caso in cui l’inagibilità venga dichiarata al Comune, con perizia. Nella dichiarazione bisogna indicare gli estremi catastali degli immobili e la tipologia di esenzione richiesta.

I fabbricati crollanti (ma non del tutto crollati) invece definiti “collabenti” e risultanti al catasto come F2, non sono soggetti al pagamento Imu, mentre se crollano del tutto, diventano area fabbricabile e quindi come tale è soggetta a Imu. Si paga invece al 50% l’Imu su immobili in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado, che le utilizzano come abitazione principale. Nel caso infine del leasing immobiliare, il locatario paga l’Imu fino alla consegna dell’immobile.

Nel caso poi di successione dell’immobile che costituiva dimora familiare, al coniuge in vita spetta il diritto di abitazione. Ciò significa che gli altri eredi non hanno alcun dovere di pagare Imu e l’unico contribuente è il coniuge in vita. A questo diritto occorre, se non interessati, rinunciare espressamente e non è sufficiente allo scopo la rinuncia all’eredità. Se il coniuge in vita dimora abitualmente nell’unità in questione, la stessa sarà esente da imposte. Se infine la casa era di proprietà di altri, il diritto di abitazione del coniuge in vita, riguarderà solo la quota del defunto.

Per tutto il resto, ci sarà da pagare Imu e Tasi, che sono due imposte differenti. La tasi era nata per la tassazione dell’abitazione principale, ma già nel 2016 è venuta meno. Sono soggetti passivi chi vanta la proprietà o un diritto di godimento sugli immobili, da un lato, e i detentosi degli stessi, dall’altro. La Tasi riguarda i fabbricati, esclusa l’abitazione principale e le aree fabbricabili. Sono esclusi i terreni agricoli, sotto Imu. La base imponibile si determina con le regole Imu. Anche le esenzioni e le agevolazioni sono comuni ad entrambe le imposte. La Tasi poi è a carico del possessore per una quota tra il 70% e il 90% dell’imposta. La parte a carico del detentore è pari alla differenza (tra il 30% e il 10% del totale).

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