Criptovalute: Roberto Escobar lancia Dietbitcoin per eludere la Cia

Roberto Escobar, fratello di Pablo, lancia la sua criptovaluta. L'obiettivo di DietBitcoin? Scalzare Bitcoin, secondo lui creato dal governo americano

In principio erano i Bitcoin. Poi, le criptovalute hanno iniziato ad affacciarsi sul mercato, una dopo l’altra. Ognuna, con uno scopo ben preciso: effettuare donazioni benefiche, tutelare i diritti dei fotografi, addirittura pagare contenuti pornografici. Notizia recente è che persino Roberto Escobar, fratello di quel Pablo Escobar re del narcotraffico catturato e ucciso nel 1993, ha deciso di lanciare la sua criptovaluta, DietBitcoin.

Sul sito internet della moneta virtuale, Roberto Escobar ha pubblicato un pdf scaricabile di 281 pagine, che spiega come è arrivato a quella decisione. Il riassunto è contenuto in questa sua dichiarazione: «Sono la prima persona al mondo, Roberto De Jesus Escobar Gaviria, a dichiarare pubblicamente che Bitcoin è stato creato dal governo americano, e non sarò l’ultima persona a sostenerlo. Il mondo si sveglierà. Si accorgerà che l’hanno creato loro. Ma quando lo farà sarà troppo tardi, perché la CIA avrà già venduto tutte le sue monete, e distruggerà il valore di Bitcoin. Ecco perché sto creando la mia criptovaluta».

Ma come funziona, la DietBitcoin? Il concetto è quello della ICO (Initial Coin Offering). Ci sarà una prima fase in cui verranno proposti 300.000 gettoni, al prezzo di 2 dollari l’uno. Seguiranno altri 300.000 gettoni, a 100 dollari l’uno, e una tranche finale da 400.000 gettoni al prezzo di 1000 dollari ciascuno.

Con la criptovaluta di Roberto Escobar, però, non è che ci si possa fare molto. Lui invita a scommettere su quella moneta, perché oggi costa poco e un giorno prenderà il posto di Bitcoin. Ma è, per l’appunto, una scommessa. Non è neppure l’unica cosa che dice (anzi, che scrive). Il fratello del ricchissimo narcotrafficamente e politico colombiano sostiene di aver ricevuto “istruzioni” da Satoshi Nakamoto, l’inventore dei Bitcoin. Ma di aver capito che non esiste nessun Nakamoto: si trattava, secondo lui, di una sceneggiata del governo americano per intrufolarsi nella sua società, la Escobar Incorporated. Perché puntare sui suoi DietBicoin, dunque? Per non far rintracciare i propri acquisti dagli americani. Almeno a sentire Roberto Escobar. Vincerà la sua sfida al Bitcoin?

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