Non solo Bitcoin: ecco le criptovalute più assurde in circolazione

Dopo la nascita di Bitcoin, sono tante e pazze le criptovalute nate sul web

Bisogna dire che la gente ne ha di fantasia: c’è qualcuno al mondo che ha creato delle criptovalute davvero assurde (ma c’è anche chi le compra).

Il mondo è bello perché è vario e Internet ha portato alla luce il genio di tantissime persone che, altrimenti, sarebbe rimasto sconosciuto al pianeta. Prendiamo il caso delle criptovalute: create nel 2009, hanno pian piano invaso i mercati finanziari imponendosi come moneta di scambio sul web. Quello che molti non sanno è che – oltre a Bitcoin, Ripple ed Ethereum – nel World Wide Web esiste un gran numero di criptovalute sconosciute ai più e con una nascita molto particolare.

Volete qualche esempio? Prendiamo i due colossi mondiali, i paesi protagonisti della Guerra Fredda e che ancora oggi non si guardano di buon occhio: gli Stati Uniti e la Russia. Negli USA, nel 2016, è stata creata una moneta virtuale per supportare la campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti, la Trumpcoin. Mai riconosciuta dal tycoon, ha l’obiettivo di “creare un futuro luminoso per gli americani”. Non molto diversa è la Putincoin, realizzata per sostenere l’economia russa all’interno dei propri confini e oltre.

La Trumpcoin e la Putincoin non sono le uniche criptovalute strane nate negli ultimi anni. Si unisce alla lista anche Dietbitcoin, una moneta creata nientemeno che dal fratello di Pablo Escobar, Roberto. Obiettivo, battere la creatura di Satoshi Nakamoto con il quale – asserisce – di essere stato sempre in contatto. Secondo Roberto Escobar, infatti, Bitcoin sarebbe stata creata dalla Cia. Un’altra criptovaluta degna di nota è Lustcoin che, come dice il nome, è dedita al pagamento di prestazioni sessuali: secondo gli inventori, renderebbe questo mercato più sicuro ed economicamente stabile, mettendolo al riparo da frodi e criminalità.

Molto divertente è la storia di Dogecoin, criptovaluta nata nel 2013 per prendersi gioco di Bitcoin e diventata invece moneta virtuale a tutti gli effetti con una capitalizzazione da un miliardo di dollari. Chissà se i suoi creatori si sarebbero mai aspettati tanto successo? Probabilmente no. Ma c’è anche chi ha pensato al futuro, ossia a un’era in cui forse vivremo nello spazio ed entreremo in commercio con altri pianeti: fortuna che c’è Astrcoin, la prima “valuta spaziale” che consente di acquisire diritti minerari su oltre 600mila asteroidi. Perché non ci facciamo mancare proprio niente.

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