Dal fondatore di Hornet, la criptovaluta che finanzia la comunità Lgbt

Christof Wittig lancia l’idea di una nuova criptovaluta lgbt: dovrebbe uscire ad aprile e aiutare la comunità

Sulla carta il progetto è buono, bisognerà vedere cosa accadrà poi nella realtà. Stiamo parlando dell’idea avuta dal fondatore del social network gay Hornet, Christof Wittig, di creare una criptovaluta per sostenere e aiutare le persone lgbt nel mondo.

L’idea è venuta a Christof Wittig, fondatore e amministratore delegato di Hornet e presidente della Lgbt Foundation, organizzazione no profit con sede a Hong Kong che si occupa di sostenere e aiutare le persone in tutto il mondo. E, per continuare a farlo, ha deciso di provare a fare quello che in molti stanno già tentando: arricchirsi con le criptovalute. La Lgbt Foundation ha quindi annunciato che ad aprile lancerà il token Lgbt, ossia una propria moneta basata sulla blockchain. Ma in cosa differirà dalle altre già presenti sul mercato?

Quello che vuole fare Christof Wittig, è usare la criptomoneta lgbt per i pagamenti su Hornet, il social network gay di cui è fondatore. Dato che sono 25milioni le persone che lo usano, le somme depositate dovrebbero arrivare a un buon ammontare. L’obiettivo della fondazione è raccogliere 50milioni di dollari tramite questa nuova criptomoneta. Con i soldi guadagnati da quest’operazione, si vogliono sostenere le persone della comunità lgbt che hanno difficoltà nel loro paese a causa della loro sessualità (magari pagando le spese per il viaggio) o comunque, in generale, tendere una mano a chi ne ha bisogno. Una parte dovrebbe invece andare in beneficienza.

Ma come sarà prodotto questo token lgbt? Christof Wittig ha stimato prima di raccogliere il 30% della cifra prefissata (50milioni), di cui il 40% andrà a un acceleratore di token, mentre un quarto nella riserva dell’Ico. Il suo valore di scambio dovrebbe essere di 3mila token lgbt per un Ether.

Questa di cui stiamo parlando non è la prima moneta lgbt a essere stata creata al mondo. Già qualche anno fa il tentativo era stato fatto con GayCoin, ma non è andato a buon fine. L’idea avuta da Christof Wittig potrebbe avere delle gambe molto solide se istituzioni e comunità lgbt più grandi e consolidate appoggiassero l’iniziativa della fondazione di Hong Kong. Funzionerà? Staremo a vedere.

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