Ecco perché all’India non piacciono i Bitcoin

Il governo indiano ha messo al bando le criptovalute, dichiarandole moneta illegale: ecco per quale motivo

Non è un buon periodo questo per le criptovalute in India: il governo, infatti, ha dichiarato guerra ai bitcoin e li ha resi illegali.

In tutto il mondo ormai si parla di bitcoin e sempre più persone – dai milionari alla gente comune – sta cercando di capire come fare per investire in criptovalute (senza rimetterci ovviamente). E mentre molti paesi stanno abbracciando questa nuova moneta – tanto che si stanno iniziando a costruire le prime criptocittà – ci sono anche nazioni che hanno deciso che con i bitcoin non avranno nulla a che fare. E questo è il caso dell’India. «Il governo non riconosce le criptovalute come monete legali e prenderà tutte le misure necessarie per impedire il loro uso sia nelle attività finanziarie illegali, sia in quanto metodo di pagamento», ha detto il ministro delle finanze, Arun Jaitley.

Come mai questa decisione così drastica? Il problema principale è che l’India è uno stato con gravi problemi di corruzione. C’è il timore che, grazie alle criptovalute, si possa creare un mercato nero fuori dal controllo governativo. I bitcoin, infatti, spesso e volentieri non sono tracciabili, e potrebbero essere usati per attività criminose o – peggio ancora – legate al terrorismo. «Il livello di corruzione in India è catastrofico e il fatto che le tangenti possano passare tramite un canale irrintracciabile come quello delle anonime criptovalute non è così improbabile», ha spiegato Jaitley. Insomma, le transazioni fatte in criptovalute sarebbero un vero e proprio sogno che diventa realtà per le persone corrotte. Il poter operare al di fuori della legge, in un mercato nero, è in effetti un problema per le transazioni finanziarie fatte con questa moneta. Le quali, nella maggior parte dei casi, non sono nemmeno tassate.

Nate nel 2009, le criptovalute – la moneta più famosa è il Bitcoin – sono una risposta alla crisi finanziaria e alla crescente sfiducia della società nei confronti delle banche. Nel giro di pochi anni si sono estese in tutto il mondo e hanno acquistato un valore enorme, tanto che chi aveva comprato i bitcoin nel momento della loro comparsa oggi è – con tutta probabilità – milionario. Il problema è che, come molte cose che hanno a che fare con la tecnologia, c’è un vuoto legislativo nel caso delle criptovalute che le fa essere al limite della legalità.

Ecco perché all’India non piacciono i Bitcoin