Brutte notizie su Bitcoin e Goldman Sachs

A causa del nuovo crollo di Bitcoin, Goldman Sachs sembrerebbe aver fatto marcia indietro sull’uso delle criptovalute

Che Bitcoin sia una moneta soggetta a continue fluttuazioni, è risaputo. E adesso è di nuovo in caduta libera.

Quella che può essere definita come l’era delle criptovalute è dominata anche da incertezze e continue fluttuazioni. Se, almeno inizialmente, queste monete virtuali sembravano il futuro della contrattazione, adesso stanno perdendo gran parte del loro valore. E questo è accaduto a Bitcoin il cui prezzo, solo negli ultimi giorni, è crollato del 20%. Stessa sorte è toccata alle altre criptovalute: Ethereum, Litecoin, Ripple, stanno tutte vivendo dei momenti di difficoltà. Tanto che sembra che Goldman Sachs abbia deciso di rinunciare a qualsiasi progetto di scambio sulle criptovalute. Il motivo? L’incertezza ovviamente, confermata da quest’ultima caduta del prezzo di Bitcoin.

A riportare questa notizia sarebbe stato un business insider di Goldman Sachs. Per adesso nessuna fonte ufficiale ha confermato il dietrofront su Bitcoin ma, vista la diffidenza iniziale nei confronti della moneta da parte del colosso della finanza, potrebbe non essere così assurdo. Se però Goldman Sachs ha deciso davvero di ritirarsi dal mercato delle criptovalute, non è una buona notizia per Bitcoin.

Eppure, dopo un periodo di crisi in cui sembrava che Bitcoin stesse per scomparire dalla rete (tanto che molti l’avevano definita “la più grande bolla finanziaria della storia”) a dicembre si era ripresa. La criptovaluta, infatti, aveva raggiunto il valore record di 20mila dollari. Adesso, invece, ha perso due terzi del costo e gli scambi stanno avvenendo a poco più di 6mila dollari. Secondo un recente rapporto di FXTM, inoltre, presto Bitcoin potrebbe crollare fino ad arrivare sotto i 5mila dollari. Proprio per questo Goldman Sachs non vuole rischiare e preferisce ritirare il suo progetto prima di andare a fondo insieme alla criptovaluta.

Sono molte le persone che non credono in queste monete virtuali. Spesso denigrate e – in alcuni Stati come l’Indiapersino vietate dalla legge, fanno fatica a replicare il boom fatto nel momento della loro immissione in rete. A volte il crollo avviene a causa delle balene del Bitcoin (ossia milionari che decidono di far cadere o salire le criptovalute a seconda della loro convenienza): ma proprio per questo, sono ancora più aleatorie.

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