Dopo il crollo, Bitcoin recupera parte del suo valore

Dopo una caduta pericolosa, Bitcoin ha guadagnato nuovamente valore, arrivando a 8mila dollari. E convincendo alcuni milionari a investire in criptovalute

Solo qualche ora fa la Bank of America aveva lanciato un allarme sul pericolo rappresentato dai Bitcoin, definendo la loro situazione attuale “la bolla più grande della storia”. Ma, a quanto pare, le criptovalute continuano a riservare sorprese, perché la moneta di Satoshi Nakamoto ha riguadagnato terreno in men che non si dica.

Picchi a dicembre, discese a gennaio e cadute libere ad aprile. Questa è stata la parabola delle criptovalute negli ultimi tempi. Forse a causa dell’intervento delle famigerate “balene del bitcoin”, o magari perché i mercati finanziari sono qualcosa su cui nessuno ha polso e presa, le criptovalute hanno registrato una nuova impennata. Bitcoin ha ripreso quota ed è tornato a 8mila dollari: il rialzo è stato del 17%. Non male, considerando che da dicembre il suo valore era sceso del 65%.

La ripresa dei Bitcoin è stata così repentina che milionari famosi per la loro contrarietà al sistema delle criptovalute hanno immediatamente cambiato opinione e investito in moneta digitale. Stiamo parlando di George Soros, James Dimon e della famiglia Rockfeller. Che, dopo aver definito Bitcoin “speculazione allo stato puro” o addirittura una vera e propria “frode”, adesso hanno messo mano al portafoglio virtuale. Come dire, Bitcoin fluttua non solo sui mercati finanziari, ma anche nelle opinioni delle persone.

Nonostante questo, sono ancora molti gli economisti che guardano le criptovalute con occhio critico. Da una parte, si tratta di una moneta digitale aleatoria e fuori dagli schemi che – come tale – sfugge alle logiche classiche del mercato e alla comprensione degli analisti. Dall’altra, è lo strumento perfetto per scappare al controllo degli Stati e alla tassazione. Non è un caso che Bitcoin – così come tutte le altre criptovalute – sia usata per i traffici nel deep web. Nonostante i tentativi di regolamentazione che le varie banche e i governi stanno facendo, sembra davvero difficile – se non impossibile – tenere traccia delle transazioni finanziarie che avvengono tra persone che scambiano criptovaluta. Proprio per questo motivo Stati come l’India – dove il problema della criminalità e della corruzione ha raggiunto livelli altissimi – li hanno banditi. Allo stesso tempo però, altri paesi l’incentivano. Per adesso le criptovalute si trovano in una zona grigia dell’economia che forse non rimarrà tale a lungo. Ma può anche darsi che invece è proprio all’emergere di queste nuove situazioni che dobbiamo abituarci.

Dopo il crollo, Bitcoin recupera parte del suo valore