Vietata la pubblicità dei Bitcoin su Facebook, Google e Twitter

Dopo Facebook e Google, anche Twitter vieta la pubblicazione degli annunci che pubblicizzano le criptovalute: le motivazioni

Non c’è pace, per i Bitcoin: come già avevano deciso Google e Facebook, anche Twitter ha ora vietato qualsiasi tipo di pubblicità che abbia per oggetto le criptovalute. Nel giro di un paio di settimane, la nuova regola verrà annunciata nel dettaglio: tuttavia, pare certo che riguarderà anche le pubblicità delle Ico (Initial coin offering), e cioè delle raccolte fondi.

Come già, a gennaio, aveva del resto fatto Facebook: il social di Mark Zuckerberg, nel divieto, aveva fatto rientrare anche le operazioni attraverso cui le società raccolgono capitali tramite le monete digitali di nuova emissione. Stop quindi alle pubblicità di criptovalute: su Twitter, Facebook e Google non si vedranno più annunci sui Bitcoin, sulle monete digitali in circolazione e su quelle future che, attraverso operazioni di Ico, si presenteranno sul mercato.

La scelta di non mostrare più pubblicità di questo tipo è dettata dalla volontà di migliorare l’esperienza pubblicitaria sul web e sui social, eliminando annunci potenzialmente pericolosi. L’ha ben spiegato Scott Spencer, che per Google dirige le divisioni Product Management e Sustainable Ads: «non sappiamo che direzione sta prendendo il settore delle criptovalute, ma abbiamo visto danni a sufficienza e danni potenziali per i consumatori», ha dichiato. Spiegando così perché, il principale motore di ricerca, ha detto stop alle pubblicità di Bitcoin & co.

Nei mesi scorsi, numerosi inserzionisti si erano lamentati con Google proprio per la presenza di annunci legati alla tecnologia blockchain, che è poi alla base delle criptovalute. Così, il colosso del web ha deciso di seguire la direzione già intrapresa da Facebook e oggi annunciata anche da Twitter: il divieto di pubblicazione per tutti gli annunci che pubblicizzano offerte legate a prodotti finanziari ad altro richio, come le criptovalute.

Come era immaginabile, gli operatori del mondo criptovalute non hanno preso bene la notizia. Già dopo il divieto di Facebook si erano organizzati per eliminare le parole chiave vietate nei loro annunci, ma Google ha annunciato di lavorare anche per prevenire operazioni di questo tipo, e per evitare che gli utenti vedano annunci ingannevoli e potenzialmente pericolosi per le loro finanze. Restrizioni di questo tipo hanno portato il motore di ricerca a eliminare, nel solo 2017, 3.2 miliardi di pubblicità indesiderate.

Oggi, Twitter ha seguito la scia di questa tendenza. E per i Bitcoin si fa sempre più dura.

 

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