Bitcoin: investimento sicuro o bolla speculativa? L’analisi

Il bitcoin, la più nota tra le criptovalute, cresce di valore. Conviene investirci o starne alla larga?

L’ultimo squillo del bitcoin è stato l’aver superato la quotazione di 10mila dollari. Ma già prima di quest’ultimo botto, l’aumento del 900% in valore dall’inizio dell’anno non era passato inosservato. L’alta finanza e le banche centrali hanno acceso un faro sulla criptovaluta, e aumenta il numero di aziende che cominciano ad effettuare transazioni con i bitcoin, da Microsoft a Expedia. In crescita anche gli esercizi commerciali che l’accettano. Ronnie Moas, analista di Standpoint Research a Miami, ha pubblicato qualche tempo fa un report in cui spiega come, nei prossimi dieci anni, almeno 200 trilioni di dollari oggi investiti in azioni, obbligazioni, oro o accantonati in contanti verranno convertiti in bitcoin o in altre valute virtuali.

D’altro canto, secondo il Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, l’unica cosa che determina il valore odierno del bitcoin è la previsione del suo valore futuro. Se i governi lo renderanno fuorilegge, la bolla scoppierà di sicuro. Il columnist di Reuters, Edward Hadas, la vede più o meno nello stesso modo: attualmente la vera fortuna del bitcoin non starebbe nelle caratteristiche funzionali del sistema, bensì la persistente aspettativa del rialzo e del guadagno da esso generato.

COS’E’ – Bitcoin è una moneta digitale, nata nel 2008 e lanciata un anno dopo, che usa la crittografia per creare e trasferire denaro. Non fa riferimento ad autorità centrali ed è slegata dai tradizionali processi economici come l’inflazione e i vincoli delle banche. E’ creata in una rete decentralizzata peer-to-peer, gestita dagli utenti senza bisogno di intermediazioni. L’algoritmo che è alla base del software delle bitcoin consente di crearne solo 21 milioni. Attualmente in circolazione ce ne sono 16,7 milioni di unità per un valore complessivo di oltre 160 miliardi di dollari.

LA BLOCKCHAIN – Alla base della criptovaluta c’è la Blockchain, una sorta di libro contabile pubblico, costantemente aggiornato, che contiene la registrazione di tutte le transazioni effettuate. La Blockchain è un database disponibile sul web che permette a chiunque lo prelevi di diventare un nodo della rete.

CONTROLLI – Al momento non c’è alcuna autorità che vigili sul bitcoin, gli unici controllori sono di fatto i suoi utenti. Ma negli ultimi tempi, visto il giro d’affari in crescita, si è aperta una riflessione sulla questione. La commissaria Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager ha annunciato che l’Antitrust europeo si sta preparando a possibili indagini sui bitcoin. A oggi, “non c’è nessuna indagine – ha spiegato – ma faremo il nostro meglio per essere preparati se trovassimo ragioni per avere preoccupazioni”.

VANTAGGI – La rivista Fortune ha messo in fila tre motivi per cui potrebbe valere la pena acquistare bitcoin.

  • Il fatto che sempre più istituzioni finanziarie abbiano iniziato a occuparsi di bitcoin ha dato maggiore credibilità alla valuta nella percezione comune. Sempre più fondi speculativi iniziano ad accettare asset e transazioni in bitcoin e altre monete virtuali, e queste ultime inevitabilmente si rafforzano.
  • Come accennato, la quantità di bitcoin è limitata. La produzione non potrà superare i 21 milioni, e la prospettiva è che già nel breve periodo alcune Banche centrali si decidano ad far entrare queste monete tra le loro riserve, per stimolare contemporaneamente domanda e valore.
  • Il bitcoin viene considerata una valuta stabile, essenzialmente perché il suo valore non dipende dai governi, il che vuol dire che, in teoria, anche di fronte a una crisi non dovrebbe perdere valore.

RISCHI – Di contro esistono almeno tre motivi per cui essere estremamente cauti:

  • Innanzitutto l’utilizzo ‘sotterraneo’ e spesso illegale della moneta nell’ambito del web.
  • I trasferimenti non sono immediati come quelli eseguiti con carta di credito.
  • Le banche che la accettano restano poche, e questo impone costi di transazione abbastanza alti per rendere le procedure sostenibili, ma inevitabilmente più costose per gli utenti.

INVESTIRE IN BITCOIN CONVIENE O NO? – E arriviamo al dunque: conviene o non conviene investire in bitcoin? Lo abbiamo chiesto a due attenti osservatori del fenomeno: Federico Izzi, analista tecnico finanziario specializzato in criptovalute, e Rosario D’Auria, quadro direttivo presso Banca Consulia.

Con l’ovvia premessa che si tratta di opinioni personali e non degli istituti che rappresentano, e non sono comunque da intendersi in nessun modo come una sollecitazione al pubblico risparmio o all’investimento.

Febbre bitcoin: un’opportunità di investimento o una bolla speculativa da cui stare alla larga?
– Federico Izzi: “L’attenzione sempre più crescente nei confronti della criptovaluta regina, il bitcoin, è principalmente dovuta al suo valore che in meno di un anno si è moltiplicato per 15 volte. La particolare euforia che si registra in queste ultime settimane ha spinto in poco più di un mese il suo valore, rapportato in dollari, da $5500 a circa $12000. Tecnicamente salite così rapide che si sviluppano in poco tempo non sono mai state salutari. Però fare paragoni con i classici strumenti finanziari, ritengo sia impresa ardua. Il bitcoin è simbiotico alla Blockchain, pertanto ritengo sia un’infrastruttura che sinora ha dimostrato resilienza e solidità. Se queste caratteristiche dovessero confermarsi anche nel futuro è auspicabile, ma nessuno può saperlo e solamente il tempo sarà giudice”.
– Rosario D’Auria: “A mio modo di vedere bolla speculativa. Per il semplice fatto che ormai se ne parla la mattina al bar, e probabilmente è già stato oggetto di servizio di Studio Aperto. Vi do un dato: il 13 dicembre verrà immesso sul mercato il primo future sul bitcoin, cioè è una delle prime volte in cui la finanza vera entra nel mondo delle criptovalute (a parte un etf quotato sulla borsa di Stoccolma, che con il dovuto rispetto conta poco e niente nel mondo della finanza). Il rally al rialzo di questi giorni è probabilmente dovuto a quell’evento, segno che il mercato pensa che l’ingresso dei ‘grandi’ porti ‘i trillions'”.

Quali sono gli elementi per cui consiglieresti di investire in bitcoin?
– Federico Izzi: “Come detto il bitcoin esprime il valore dell’infrastruttura Blockchain. Caratteristica che, se paragonata alla rete internet, viene valorizzata dalla domanda e dall’offerta. Per sua natura il bitcoin non è inflazionabile perciò se la fiducia e l’utilizzo cresce, anche la domanda e di conseguenza il suo valore aumenta. Non tutte le aziende-società che a cavallo del 2000 avevano iniziato a creare il loro business basato su internet, sono sopravvissute. Quelle che oggi ancora esistono (vedi Amazon, Google, Microsoft, Ebay) hanno moltiplicato il loro valore. Altre sono nate negli anni successivi dalle ceneri dopo la tempesta della new-economy ed oggi molte hanno superato, per capitalizzazione, storiche società centenarie quotate sui listini azionari americani. Parlare di investimento in bitcoin lo trovo prematuro anche per una mancanza di chiarezza da parte del legislatore, non solo italiano. Diverso è utilizzare una piccolissima parte della propria liquidità con un atteggiamento distaccato e di estrema prudenza considerando quella somma al pari di un investimento ad altissimo rischio, pertanto sapendo che un fallimento non andrà ad incidere sulle finanze personali e del bilancio familiare. Se la Blockchain esisterà ancora tra 5 o 10 anni, di conseguenza si vedrà aumentato il valore attuale del bitcoin. Al contrario, se tutto questo verrà spento si sarà rivelata una effimera illusione. E’ bene sapere che oggi senza bitcoin la Blockchain (decentralizzata) non esisterebbe. Senza bitcoin tutte le altre crypto sono destinate a sparire con elevate probabilità”.

Quali sono gli elementi per cui consiglieresti di stare alla larga da un investimento in Bitcoin?
– Rosario D’Auria: “Ne parlavo con un trader qualche giorno fa.
– senti, mi spieghi la differenza tra il bitcoin e le monete che guadagno ad Assassin’s Creed uccidendo i nemici?
– la Blockchain!
– d’accordo, allora spiegami la differenza tra la Blockchain e Ubisoft
– ehm…
– ecco
– no ma devi capire che nasce come moneta nel deep web, è tutto tracciato ma anonimo, e poi…
– sì ho capito, ma ripeto: mi sembra tanto che una mattina uno si sveglia e dice ‘questi sono i bitcoin, sono moneta virtuale che nasce se il tuo pc calcola qualcosa (il mining, ndr). Li vuoi? Ci puoi comprare la droga!’, al che, naturalmente, salgono di valore (stai praticamente accedendo ad un sistema di riciclaggio di danaro sporco), poi un giorno si sparge la voce che esiste questa cosa, le persone cominciano a comprarlo, e sale di valore. Ma è un paradigma come la moda, o, tornando alla finanza, la bolla di Internet dei primi anni 2000: bastava avere scritto “net” nel nome dell’azienda e facevi +800% su NASDAQ in 2 settimane. E d’accordo che la bolla è scoppiata ma Internet è rimasto, e Tiscali esiste ancora, ma le sue azioni non valgono più mille euro, ma due spicci”.

Sempre più istituzioni finanziare iniziano a occuparsi di bitcoin, sempre più fondi speculativi iniziano ad accettare asset e transazioni in bitcoin e altre monete virtuali. Può essere un motivo in più per investire in bitcoin?
– Federico Izzi: “Se da un lato il Chicago Mercantile Exchange (la più grande borsa mondiali per contrattazioni in derivati) ha felicemente sdoganato il bitcoin all’alta finanza, dall’altro lato si aprono le porte a nuovi prodotti derivati e strutturati che sicuramente vedranno la vita nei prossimi mesi. Questo porta l’investitore ad una percezione di certezza dovuta alla regolamentazione che, però, non sempre cammina a braccetto con garanzia del ritorno sul proprio investimento. Il consiglio è di informarsi e capire cosa si sta facendo ed essere sempre consapevoli prima dei rischi e poi dei vantaggi. Sapere prima come proteggere i propri portafogli digitali (wallet) e blindare le personali chiavi di accesso da eventuali attacchi hacker o malware ed utilizzare gli exchange (operatori di cambia valuta online) per il tempo strettamente necessario, è di primaria importanza. Inoltre, ultimamente stanno nascendo e proliferando esperti in criptovalute. Professionisti che sino a pochi mesi fa ne ignoravano l’esistenza. E’ un settore complesso che richiede anni di studio e conoscenza. Prima di avvicinarsi al bitcoin ed alle criptovalute è bene conoscerne i rischi connessi ed annessi. Solamente dopo consiglio di entrarci, ma sempre in punta di piedi”.

Dati Reuters mostrano che un terzo delle piattaforme di trading in bitcoin è stata violata, e quasi la metà ha chiuso i battenti nel corso dei dodici anni e mezzo da quando la criptovaluta è entrata in scena. Credi che la mancanza di regolamentazione, le falle tecnologiche e l’utilizzo della moneta in ambienti illegali possa impattare sulla convenienza o meno ad investire in bitcoin?
– Rosario D’Auria: “Direi proprio di sì. Pensa se ti recassi in banca a depositare un assegno da mille euro e, una volta su tre, quei mille euro spariscono per non meglio precisati motivi. Avresti ancora fiducia in quella banca? Continueresti a metterci il tuo sudato danaro?
Inoltre, sin dall’antichità battere moneta è sempre stata una attività che ha preso in carico “lo stato” (rappresentato volta per volta dal re, dall’imperatore, dal signore, dal despota, da chi ti pare). Come mai? Perché gli esseri umani hanno sempre sentito il bisogno di identificare una istituzione terza in cui riporre la fiducia che ciò che hanno in mano abbia effettivamente il valore che sono concordi nel dargli? Al di là del fatto che da molti secoli le monete sono sganciate dal valore intrinseco delle stesse, fino alla nascita delle banconote, alla fine è sempre stato così.
Aggiungo infine una cosa: l’informatica, con la sua capacità di calcolo enorme, capacità di calcolo ormai talmente lontana dalla percezione umana, rischia di trasformare qualsiasi cosa nella biblioteca di Babele di Borges: un costrutto puramente mentale, ma che non ha più alcun legame con la realtà, o senso. Succede con l’High Frequency Trading, succede coi sui weather derivatives venduti a chi non ha il relativo sottostante (praticamente, credetemi, è possibile recarsi in una banca, apportare del danaro, e poi, se c’è il sole nel Pacifico nel mese di novembre, allora vi danno il doppio del vostro danaro. Altrimenti se lo tengono e avete perduto tutto. Come dite? Vi ricorda qualcosa? Esatto, la SNAI). Non voglio stare qui a fare un discorso passatista sui bei tempi andati, ci mancherebbe altro. Invito solo le persone a stare in guardia, questo clima di euforia mista a scarsa conoscenza dell’informatica e della finanza è un pericolosissimo brodo primordiale che, per ogni ‘sono diventato milionario in sei mesi’, si porta dietro centinaia di migliaia di persone intervistate a Ballarò ‘erano i risparmi di tutta una vita, e adesso non ho più nulla’”.

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