Beppe Grillo vuole risolvere l’emergenza migranti con la blockchain

L’ultima proposta promossa da Beppe Grillo è quella di distribuire gli aiuti umanitari attraverso la blockchain di Ethereum. La criptovaluta ridurrebbe i costi del 98%

Nell’ultimo post sul suo blog, Beppe Grillo propone la sua idea per risolvere l’emergenza migranti e favorire gli aiuti umanitari: la blockchain di Ethereum.

Secondo il fondatore del Movimento 5 stelle, l’utilizzo della criptovaluta consentirebbe un enorme risparmio e di non avere intermediari nella distribuzione di aiuti umanitari.

L’esempio portato da Grillo è quello di World Food Programme Building Blocks, utilizzato a Zaatari, in Giordania, nel supermercato di un grande centro che ospita circa 75mila profughi. Qui è attivo l’eye-pay, un sistema che permette di pagare attraverso il riconoscimento della retina.

Come funzionerebbe
In questo modo, il profugo verrebbe registrato all’ingresso nel campo, attraverso la scansione dell’iride, e, al momento del pagamento, questi verrebbe immediatamente riconosciuto senza dover fare nient’altro per saldare il proprio conto.

Con questo sistema, sono stati distribuiti aiuti in cibo e denaro a oltre 100mila rifugiati siriani in Giordania e, secondo Grillo, potrebbe essere molto utile anche per i circa 150mila migranti che sbarcano ogni anno in Italia.

Il World Food Programme è riuscito a risparmiare oltre il 98% da quando ha introdotto la blockchain, eliminando totalmente qualsiasi intermediario tra l’ente e il profugo. Può avere gli stessi effetti anche nella specificità della situazione italiana? Secondo il leader 5 Stelle, la criptovaluta Ethereum eviterebbe non solo lo spreco di denaro ma anche la speculazione che viene fatta ai danni delle persone che arrivano nel nostro Paese, che avrebbero così accesso diretto agli aiuti.

Nello stesso articolo, Grillo porta un altro esempio estero, quello della Finlandia dove dal 2015 è attiva una start up blockchain, che permette ai rifugiati di ricevere gli aiuti su un conto che permette anche di ricevere prestiti da persone fidate. In questo modo, tutti i dati della gestione di migranti sono sempre pubblici e, soprattutto, tracciabili in ogni fase.

L’identificazione tramite blockchain permette di risparmiare soldi ma anche di raccogliere i dati dei richiedenti asilo e consente al migrante di avere una sorta di portafoglio digitale con cui immettersi in futuro nel mondo del lavoro. Il datore di lavoro potrà così depositare la paga in questo portafoglio in maniera sicura, inoltre, sarà possibile identificare il profugo in qualsiasi momento e ricostruirne la storia.

Questa è dunque la proposta di Grillo. Ora toccherà al Governo valutarne la reale fattibilità nel contesto italiano e decidere come agire.

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