Come funziona il Bananacoin, la criptovaluta basata sul costo delle banane

Dopo i bitcoin è il turno dei Bananacoin, le criptovalute che seguono l’andamento delle banane. A dispetto di chi pensava fosse una bufala, i Bananacoin sono una realtà

Se pensate che le criptovalute non siano per tutti, non conoscete ancora i Bananacoin, la nuova moneta basata sul costo delle banane. Non è uno scherzo, ma la nuova criptovaluta ideata da due imprenditori russi, Oleg Dobrovolsky e Alexander Bychkov, e un agronomo thailandese, Prasan Sangsatiatham, segue davvero l’andamento del frutto.

I Bananacoin sono basati su Ethereum e ogni token rappresenta il contratto di acquisto di un chilo di banane. Le banane sono quelle che saranno coltivate in futuro nelle piantagioni dei tre imprenditori in Laos. Una sorta di crowfunding sotto forma di criptovaluta.

Gli imprenditori sono ottimisti, anche perché gli analisti considerano quello nei Bananacoin un ottimo investimento, visto che negli ultimi sette anni il prezzo delle banane è aumentato dal 4 al 10% l’anno. Inoltre, il team di coltivatori produce la varietà di banana più redditizia al mondo, la Lady Finger. La società non utilizza prodotti chimici, quindi è anche totalmente biologica.

Le banane sono il frutto più consumato al mondo e la richiesta è in forte crescita, soprattutto in Cina, e si prevede un aumento sempre più consistente. Dobrovolsky, Bychkov e Sangsatiatham contano di passare da una piantagione di 100 ettari a una di 360 ettari nei prossimi diciotto mesi. Mantenere la zona di produzione in un unico luogo servirà a massimizzare i profitti e ad abbassare i costi.

La facilità di comprensione del funzionamento dei Bananacoin permette anche ai meno esperti di investire nelle criptovalute. I Bananacoin sono disponibili dal settembre 2017 ma sono diventati popolari dopo un tweet di un imprenditore specializzato in cybersicurezza, pubblicato il 20 gennaio 2018.

Insomma, un investimento più che conveniente, se consideriamo che i Bananacoin sono tra le poche criptovalute che hanno un progetto trasparente e ben organizzato, un prodotto realizzabile e dei beni verificabili.

Chi acquista Bananacoin può rivenderli incassando l’equivalente in dollari o in banane. In più, essendo un vero e proprio investitore in banane, può visitare la piantagione nella provincia di Vientiane, in Laos.

L’azienda è gestita da professionisti del settore e questo fa sì che l’investimento in Bananacoin non abbia inconvenienti di nessun genere, a patto che un’alluvione o altra catastrofe naturale distrugga le piantagioni.

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