Ecco come il ban di Twitter fa crollare il Bitcoin

Dopo Google e Facebook, anche Twitter annuncia il ban e il prezzo delle criptovalute è crollato, ma non sembra essere la fine del Bitcoin

Già da una settimana Twitter aveva annunciato la sua intenzione di bannare le criptovalute dalla piattaforma. Ora il ban è reso ufficiale da un comunicato stampa, dove Twitter ha parlato della necessità di difendere gli utenti dalla possibilità di essere coinvolti in frodi.

Anche il social network dei 280 caratteri ha seguito le orme di Facebook e Google, che in precedenza hanno scelto di adottare provvedimenti simili, limitando a poche eccezioni il web advertising a favore delle criptovalute sulle loro piattaforme.

Nonostante gli investitori fossero da tempo consapevoli della posizione del social network, il ban ufficiale ha avuto conseguenze negative sul prezzo del Bitcoin, che ha sofferto tanto da arrivare sotto gli 8.000 dollari. Insieme al Bitcoin sono crollati Ethereum, Ripple, Litecoin, Cardano, Stellar e la maggior parte delle principali criptovalute in circolazione.

“L’odierna notizia sul ban di Twitter contribuirà significativamente ad acuire il sell-off” ha affermato Timothy Tam, co-fondatore della piattaforma CoinFi, spiegando come il ban abbia aumentato le corse alle svendite facendo perdere valore al prezzo del Bitcoin.

Di diverso avviso è Spencer Bogart, partner di Blockchain Capital, che sostiene che la quotazione risentirà della decisione, ma non in modo così forte come alcuni pensano, perchè l’affondo principale è già stato vissuto (e superato) con i ban di Google e Facebook.
In più la decisione di Twitter era nell’aria da settimane e la notizia non arriva inaspettata.

Non solo: se Twitter ha comunicato ufficialmente il ban, le considerazioni personali di Jack Dorsey, CEO di Square e di Twitter, sembrano andare in tutt’altra direzione: ha infatti affermato che il Bitcoin diventerà la moneta globale più potente, da qui al 2028. Insomma, la politica aziendale risponde alle logiche di mercato, non alle opinioni personali.

Sembra quindi che sia in atto solo una fase di assestamento, e che ben presto il Bitcoin potrebbe riprendersi e raggiungere quotazioni più alte. Come già capitato in passato, gli andamenti del valore sono ancora sensibili alle decisioni di mercato, ma non hanno mai provocato la fine della criptovaluta, che si è sempre ripresa in poco tempo.

In quest’ottica, l’abbassamento del prezzo del Bitcoin, significa anche che comprare o investire ora sulle quotazioni delle criptovalute, potrebbe convenire se il valore dovesse riprendere a salire: era già capitato a dicembre con un crollo del 40% improvviso, dopo il record raggiunto il 17 dicembre.

Nonostante gli ostacoli del mercato, le criptovalute sono ancora lì e non sembrano volersi arrendere.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Ecco come il ban di Twitter fa crollare il Bitcoin