Allarme Bitcoin: per le banche centrali può distruggere Internet

La Banca dei regolamenti internazionali mette in allerta sulla pericolosità delle monete virtuali

Le criptovalute sono molto temute nel mondo finanziario, perché secondo alcuni esperti rappresentano una grande bolla. Secondo la BIS – Bank of International Settlments – il mondo crypto potrebbe essere ancor più pericoloso, provocando un titl dell’intero sistema di connessione world wide web.

L’istituzione che si erge a portavoce dell’intero sistema bancario mondiale ha analizzato il fenomeno criptovalute all’interno del report annuale che fa il punto sullo stato di salute sia dell’economia che dei mercati internazionali. Ai bitcoin e alle altre monete virtuali è stato dedicato un intero capitolo, dal momento che, pur non essendo in grado di soppiantare le monete classiche potrebbero persino bloccare internet.

Il monito è stato lanciato dal capitolo “Crypto currencies: loonking beyond the hype”, secondo cui, a fronte di un’eccessiva decentralizzazione e di una conseguente necessità di grandi quantità di energia, le monete virtuali potrebbero creare improvvisi blackout a causa dell’enorme numero di dati scaricati e inviati contemporaneamente, necessari per “stoccare” le monete virtuali da una parte all’altra del mondo. Dopo l’accusa di eccessivo inquinamento, arriva un’altra accusa per le monete virtuali.

Qualora il numero di transazioni dovesse aumentare, potrebbe essere probabile che l’intero web vada in tilt, ipotesi non certo remota ma di difficile risoluzione, al contrario degli sprechi di energia che possono essere ridotti. Nonostante le criticità legate al mondo delle valute digitali, la Banca dei Regolamenti Internazionali ha riconosciuti anche aspetti positivi riguardanti queste monete e in particolar modo sulla tecnologia che le regola, ossia la blockchain. Se non utilizzata per le transazioni di monete virtuali, la cosiddetta “rete di blocchi” potrebbe essere applicata ai fini di semplificare alcune procedure amministrative.

Esemplare è stato il caso dei servizi di pagamento internazionali e del programma lanciato dall’Agenzia Onu World Food Programme, che ha sfruttato la blockchain per consentire i pagamenti con una soluzione mai utilizzata prima. La BIS, nata 90 anni fa e con sede a Basilea, ha specificato che le migliorie potrebbero verificarsi anche per la finanza commerciale, nonché per le attività di import-export che ancor oggi, nel 2018, si basano su un sistema di fax e lettere di credito.

La mancanza di una centralizzazione rende però rischioso l’utilizzo delle criptovalute e della loro tecnologia su scala mondiale. Se è vero da un lato che sfruttando l’innovazione è possibile inviare più facilmente un bene di valore a migliaia di chilometri di distanza, dall’altra parte la mancanza di sicurezza, lo spreco di energie e la decentralizzazione potrebbero provocare enormi rischi all’economia globale.

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