730, a chi si presenta

Al datore di lavoro, al Caf o al professionista con modalità diverse

Il modello 730 può essere presentato a uno dei seguenti soggetti:

• al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente previdenziale), se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di voler prestare assistenza fiscale,

• a un Centro di assistenza fiscale (Caf) per i dipendenti,

• a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale).

I dipendenti delle amministrazioni dello Stato possono presentare il 730 all’ufficio che svolge le funzioni di sostituto d’imposta (che può anche non coincidere con quello di appartenenza) o a quello che, secondo le indicazioni del sostituto d’imposta, svolge l’attività di assistenza o è incaricato della raccolta dei modelli.

Presentazione al sostituto d’imposta
Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta deve consegnare il 730 già compilato e la busta chiusa contenente il modello 730-1 con cui il contribuente esprime la scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’Irpef e quella per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef. La scheda va consegnata anche se non è espressa alcuna scelta avendo cura di indicare il codice fiscale ed i dati anagrafici.

Al sostituto d’imposta non deve essere esibita la documentazione relativa alla dichiarazione.

Presentazione al Caf o al professionista abilitato
Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato può consegnare il modello già compilato e in tal caso non è dovuto nessun compenso, oppure può chiedere assistenza per la compilazione (a pagamento).

Il Caf può richiedere al momento della presentazione della dichiarazione che gli vengano comunicati i dati relativi alla residenza anagrafica del dichiarante. Il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista abilitato la documentazione necessaria per permettere la verifica della conformità dei dati riportati nella dichiarazione. La documentazione è costituita ad esempio:

• dal Cud 2009 o 2010, attestanti le ritenute;

• da scontrini, ricevute, fatture e quietanze come giustificativi delle spese da detrarre;

• dalle ricevute dei bonifici bancari o postali per le spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio,

• dagli attestati di versamento d’imposta eseguiti direttamente dal contribuente con modello F24.

730, a chi si presenta