Virgin Galactic torna a volare

La Vss Unity di Virgin Galactic torna a volare. La navetta erede della Spaceshiptwo è decollato dallo spazioporto della compagnia nel deserto di Mojave in California ieri mattina alle 8.58 ora locale, portando a termine il test di volo numero sei della sua carriera.

Durante gli ultimi due mesi dall’ultimo volo di Vss Unity la Virgin Galactic ha concentrato gli sforzi su un lungo elenco di attività da svolgere in volo e a terra: il veicolo è stato messo nella corretta traiettoria di rientro ed è stata valutata la possibilità di volare con un carico maggiore.

Non solo, Vss ha volato con tutti i componenti della prospulsione a bordo, con il serbatoio anteriore carico di elio e – per la prima volta – con il Main Oxidizer Tank pieno di ossido di azoto.

Al contrario di altre aziende aerospaziali che utilizzano razzi convenzionali, Vss Unity sarà lanciata da un velivolo madre, Il Vss Eve che lo trasporterà fino a circa quindicimila metri di quota per poi rilasciarlo. Dopo qualche secondo, i motori del Vss si accenderanno e lo spazioplano volerà a tre volte e mezzo la velocità del suono, fino a raggiungere lo spazio suborbitale.

La sperimentazione dei voli suborbitali da parte della Virgin vedrà protagonista anche l’Italia secondo quanto previsto dall’accordo siglato lo scorso dicembre tra l’azienda e ALTEC S.p.A., società partecipata da ASI e Thales Alenia Space. E proprio ieri il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha approvato il TAA, il Virgin GalacticItalian Technology Assistance Agreement che dà il via allo studio di fattibilità per la realizzazione di uno spazio porto in Italia.

La Vss Unity in fase di atterraggio nel sito del Deserto di Mojave, California. Credit: Virgin Galactic

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