La NASA dice sì a JUICE

Un altro importante passo avanti verso la realizzazione della missione dell’ESA JUICE (JUpiter ICy moons Explorer), per l’esplorazione di Giove e del suo sistema di lune.

La NASA – in partnership con la missione – ha ha approvato il Key Decision Point C (KDP-C) che consente al progetto di entrare nella fase di realizzazione degli strumenti dell’Agenzia.

Lo step successivo sarà quello di superare il Critical Design Review (CDR), che si svolgerà nell’arco di un anno, mentre il CDR per la missione complessiva dell’ESA è previsto nella primavera del 2019.

Sarà la prima missione Large-Class del programma ESA Cosmic Vision 2015-2025 e partirà nel 2022.

La sonda raggiungerà Giove dopo un viaggio di sette anni e trascorrerà quasi quattro anni a esaminare la turbolenta atmosfera del gigante gassoso, la sua magnetosfera, il tenue sistema di anelli e i suoi satelliti, Ganimede, Callisto ed Europa, sotto le cui croste gelate si pensa siano ospitati oceani d’acqua, habitat potenzialmente compatibili con la vita.

La missione sarà equipaggiata con una decina di strumenti scientifici, come camere ad alta risoluzione, altimetri laser, radar per penetrare la superficie ghiacciata e sensori per studiare il campo magnetico e le particelle cariche.

Tra questi, la NASA fornirà l’Ultraviolet Spectrograph (UVS), per osservare l’atmosfera di Giove e i suoi satelliti, e una serie di sottosistemi e strumenti: lo svedese Particle Environment Package (PEP), un insieme di sei sensori in grado di realizzare una mappa 3D del plasma che costituisce la magnetosfera del gigante gassoso e il Radar for Icy Moon Exploration (RIME) – esperimento scientifico condotto dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) – che andrà a penetrare la superficie delle lune ghiacciate di Giove il cui sottosuolo ghiacciato nasconderebbe un vasto bacino di acqua liquida.

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