Via Lattea simulata

(ASI) –

La nostra galassia tutta dentro a un computer. È l’ultimo risultato raggiunto dagli astronomi California Institute od Technology (Caltech), che hanno realizzato quella che è ad oggi la più dettagliata simulazione della Via Lattea.

Il modello ricostruisce tutta l’evoluzione galattica, dalla sua prima formazione miliardi di anni fa fino alla sua attuale conformazione nel massiccio disco a spirale di stelle.

Gli scienziati hanno così risolto un mistero decennale che riguarda la nostra dimora galattica: il cosiddetto problema delle ‘galassie satellite mancanti’.

Si tratta di un enigma emerso dalle prime simulazioni della Via Lattea, secondo cui dovrebbero esistere migliaia di galassie nane (o ‘galassie satellite’, appunto) attorno alla parte più esterna della nostra galassia.

Tuttavia, solo una trentina di galassie simili sono state osservate fino a oggi, e lo scarto tra le simulazioni e i dati sperimentali ha sempre lasciato perplessi gli astronomi.

La simulazione del Caltech risolve questo problema, perché la nuova galassia al computer è per la prima volta perfettamente coerente con le immagini che abbiamo della Via Lattea.

Il modello, costruito utilizzando migliaia di computer che operavano in parallelo, contiene l’esatto numero di galassie nane, debitamente ridimensionato rispetto alle previsioni iniziali.

“Questo è stato un vero e proprio momento wow: quando ho visto che la simulazione era finalmente in grado di produrre una popolazione di galassie satellite come quella osservata attorno alla Via Lattea” – racconta Andrew Wetzel, prima firma di un articolo pubblicato su Astrophysical Journal che descrive il lavoro del Caltech.

Un altro grande traguardo di questa galassia simulata riguarda l’effetto delle supernove, violente esplosioni di stelle, sullo spazio circostante. In particolare, la simulazione incorpora formule dettagliare per descrivere le drammatiche conseguenze dei venti provocati da queste esplosioni.

“Il vento galattico delle supernove – prosegue Wetzel – può raggiungere velocità fino a migliaia di chilometri al secondo. Questo può letteralmente far schizzare gas e stelle fuori da una piccola galassia”.

Ed è esattamente questo processo il responsabile dello scarso numero di galassie nane: il vento delle supernove è talmente forte da distruggerne la maggior parte, impedendo loro di raggiungere la maturità.

Grazie a questa simulazione, affermano gli scienziati del Caltech, non sarà più necessario riformulare l’ipotesi della quantità di materia oscura presente nell’Universo, per compensare il dato discordante sulle galassie satellite.

“In passato abbiamo ritenuto che forse la nostra comprensione della materia oscura fosse errata in queste simulazioni – conclude Wetzel – ma i nostri risultati dimostrano che non dobbiamo armeggiare con questa componente del cosmo: basta una modellazione più precisa delle supernove per avere la risposta giusta”.

Via Lattea simulata
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