Ventimila sorgenti gamma per Fermi

Ventimila nuove sorgenti gamma per Fermi. Le ha individuate il Large Area Telescope a bordo dell’osservatorio NASA grazie all’utilizzo di una nuova tecnica statistica sviluppata proprio per identificare la presenza di sorgenti molto deboli nel cielo – raccolte in sei anni di lavoro – di cui si ignorava l’esistenza.

La radiazione catturata dallo strumento Fermi LAT si colloca nella banda dei raggi gamma di altissima energia solitamente emessi da supernovae, galassie attive e buchi neri.

Il nuovo metodo permette di identificare intere popolazioni di sorgenti poco luminose ma abbondanti, in modo da poterne sentire la presenza anche se non si riescono a localizzare con esattezza.

“Anche se non si localizza nel cielo la posizione individuale di queste nuove sorgenti – sottolinea Hannes Zechlin dell’INFN di Torino – ora sappiamo che esse esistono e sappiamo quanti raggi gamma emettono. Questo risultato è di grande importanza per la comprensione della composizione e delle proprietà dell’universo estremo”.

Gli astronomi contano di ottenere da queste sorgenti informazioni sulla materia oscura. Questa sfuggente componente dell’Universo potrebbe essere composta da WIMP, particelle pesanti in grado di produrre radiazione di vario tipo, la cui rilevazione può aiutare gli scienziati ad identificarle.

E non è tutto, sappiamo già che la materia oscura produce raggi gamma in misura debole. Un’accurata comprensione delle sorgenti astrofisiche ottenuta dalle nuove analisi permetterà di rimuovere il fondo che celerebbe il segnale della materia in modo da poterne captare la presenza.

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Ventimila sorgenti gamma per Fermi