Uno sguardo nella Fornace

Il VLT Survey Telescope punta i suoi occhi sulla concentrazione di galassie denominata cluster della Fornace situata nell’emisfero meridionale dell’omonima costellazione. Il cluster ospita una miriade di galassie di ogni forma e dimensione e alcune di esse tuttora misteriose. L’osservazione è stata condotta da un team internazionale di astronomi guidato da Enrichetta Iodice dell’INAF – Osservatorio di Capodimonte a Napoli (OAC). VST è frutto di una cooperazione nata nel 1997 tra l’OAC, cui è affidata la gestione del telescopio dal punto di vista tecnologico e scientifico, e lo European Southern Observatory (ESO), in Cile. La gravità è appunto il collante che tiene insieme le galassie del cluster e la sua forza deriva sia da esse sia da enormi quantità di materia oscura. I cluster possono contenere migliaia di galassie che misurano tra i 5 e i 30 milioni di anni luce.

Gli ammassi non hanno forme ben definite pertanto è difficile individuarne i confini; tuttavia gli astronomi hanno stimato che il centro della Fornace si trovi nella regione situata a circa 65 milioni di anni luce dalla Terra e contiene circa sessanta tra galassie di dimensioni regolari e nane. Cluster come quello osservato da VLT sono molto comuni nell’Universo e rendono evidente la forte influenza che la forza di gravità esercita sulle grandi distanze dato che riesce a raggruppare le enormi masse delle singole galassie in un un’unica regione.

Nell’immagine al centro del cluster , nel mezzo delle tre macchie sfocate sul lato sinistro, è possibile notare NGC 1399 una cannibale galattica. Simile a una galassia di tipo ellittico ma più grande, ha un involucro più sfocato proprio perché ha sviluppato le sue massicce dimensioni inghiottendo galassie più piccole che la gravità ha spinto verso il centro del cluster.

Il team di astronomi ha rivelato che c’è un debole ponte di luce tra la NGC 1399 e la galassia più piccola NGC 1387 alla sua destra. Questo ponte, mai osservato finora e troppo tenue per poter essere visibile nella foto è più blu di entrambe le galassie: questo indica che è composto di stelle più giovani nate dai gas strappati dalla NGC 1387 a causa dell’attrazione gravitazionale di NGC 1399. Nonostante ci siano poche evidenze delle interazioni in corso nell’ammasso della Fornace, sembra che NGC 1399 si stia ancora nutrendo dei suoi vicini.

In basso a destra è invece visibile la grande galassia a spirale barrata NGC 1365, un esempio perfetto del genere con la barra in primo piano che passa attraverso il nucleo centrale della galassia e le braccia a spirale che emergono dalle estremità della barra. Classificato come una galassia di Seyfert – una classe di nuclei galattici attivi che presentano righe spettrali da gas ad alta ionizzazione – contiene anche un buco nero supermassiccio al centro.

Con i suoi 2,6 metri di diametro VST non è certo un gigante rispetto agli standard odierni dei telescopi, ma è stato progettato per condurre indagini su vasta scala del cielo. Il suo punto di forza è il campo di vista e la fotocamera da 256 megapixel, la OmegaCAM, appositamente sviluppata per scandagliare gli angoli più remoti del cielo e produrre in modo rapido immagini profonde di ampie zone lasciando ai grandi telescopi come il Very Large Telescope (VLT) il compito di indagare sui dettagli dei singoli oggetti celesti.

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