Un’Idra ‘sottozero’ per Plutone

(ASI) –

Porta il nome di una di una creatura leggendaria associata, nella mitologia classica, al mondo dell’oltretomba su cui regnava Plutone e ora un ‘collage’ di dati della sonda New Horizons della NASA ne svela le peculiarità. Stiamo parlando di Idra, la luna più lontana dal pianeta nano, che, insieme alla sua ‘sorella’ Notte è stata scoperta solo poco prima della partenza della sonda. A scovare nel 2005 il piccolo corpo celeste – solo 50 chilometri di diametro – è stato il telescopio spaziale Hubble. Caratterizzata da un aspetto irregolare e ‘nodoso’, Idra sale ora agli onori della cronaca per un nuovo studio condotto sui dati che New Horizons ha raccolto il 14 luglio 2015 – giorno dello storico incontro con Plutone – e che sono stati ricevuti sulla Terra solo recentemente. A compiere le osservazioni di Idra, ad una distanza di 240mila chilometri, è stato lo strumento Ralph/LEISA (Linear Etalon Imagin Spectral Array) che ha tratteggiato l’identikit di un corpo celeste dalla superficie ricoperta di ghiaccio puro. I nuovi dati – spettri all’infrarosso – mostrano l’inconfondibile ‘firma’ del ghiaccio limpido: un ampio assorbimento da 1,50 a 1,60 micron e un più limitato aspetto spettrale a 1,65 micron. I dati spettrali di Idra e Caronte a confronto (Credits: NASA) Lo spettro di Idra è simile a quello di Caronte, la luna di Plutone più grande e la prima ad essere scoperta, nel 1978. Nella foto in alto, i due corpi celesti sono messi a confronto: a sinistra Caronte e a destra, ingrandita, Idra.Tuttavia, le bande di assorbimento del ghiaccio del piccolo satellite naturale sono più scure di quelle di Caronte e hanno indotto i ricercatori a pensare che i granelli di ghiaccio sulla superficie di Idra siano più grandi o riflettano, a certe angolazioni, una maggiore quantità di luce. Nell’immagine accanto, il confronto tra le lunghezze d’onda del ghiaccio puro, di Idra e di Caronte. Inoltre, le caratteristiche della piccola luna sono indicative di una scarsa contaminazione da materiale esterno, a differenza di quanto avvenuto con la superficie di Caronte.La maggiore ‘pulizia’ di Idra, secondo gli esperti che stanno approfondendo la questione, potrebbe essere dovuta all’azione di micro-meteoriti che agiscono sulla sua superficie, ‘spazzando’ via gli elementi contaminanti. Caronte, invece, apparirebbe meno limpido perché dotato di una gravità più forte, quindi in grado di trattenere i detriti da impatto. Anche i dati delle altre tre piccole lune di Plutone, Notte, Stige e Cerbero (queste ultime due scoperte rispettivamente nel 2011 e nel 2012) saranno sottoposti a questo tipo di indagine e messi a confronto con quelli di Idra e Caronte.

Un’Idra ‘sottozero’ per Plutone
Un’Idra ‘sottozero’ per Plutone