Un tris per l’Universo oscuro

(ASI) – Un tris di “detective” in arrivo per Euclid. Vengono da oltre oceano, per l’esattezza dai laboratori del Jet Propulsion Laboratory, i tre rilevatori all’infrarosso realizzati per la NASA dall’azienda californiana Teledyne Imaging Sensors, destinati a riscrivere una pagina della storia evolutiva del cosmo con nuovi “occhi” sui misteri dell’Universo oscuro.I sistemi di rilevazione, elementi chiave del contributo dell’Agenzia spaziale americana alla sonda esplorativa ESA, sono stati consegnati in Francia al team che coordina lo sviluppo dello strumento NISP, lo spettrometro ad infrarossi di Euclid sul quale verranno istallati. Questo strumento, assieme al dispositivo VIS (che invece osserverà nello spettro del visibile), sarà imbarcato a bordo dell’emozionante missione targata ESA, che a partire dal 2020 si occuperà di indagare alcune delle questioni più importanti che riguardano l’Universo, incluse quelle relative alle proprietà e agli effetti di materia ed energia oscura.Entrambe le misteriose componenti rappresentano un argomento di studio di grande interesse per gli scienziati: pur essendo invisibili ai telescopi, conoscere la loro natura è fondamentale per comprendere le dinamiche astronomiche. La loro elusiva presenza, ha un peso rilevante nell’evoluzione del cosmo che si manifesta attraverso l’influenza gravitazionale che esercitano sugli altri oggetti spaziali. Tale forza, impressa dalle oscure componenti, è in grado di deformare le galassie e guidare l’espansione dell’Universo.

Euclid, missione di cui l’Italia coordinerà il segmento di terra, si occuperà dell’osservazione di migliaia di galassie remote con l’obiettivo di comprendere il motivo per cui l’Universo si stia espandendo ad un ritmo così veloce. Gli astrofisici ritengono che la principale responsabile di questo passo accelerato sia l’energia oscura, una tesi che verrà esplorata dalla missione ESA attraverso la definizione del ruolo giocato dalla gravità della dark energy ma anche della dark matter nella formazione delle strutture cosmiche e nella distorsione apparente delle galassie.La combinazione degli strumenti di Euclid, operanti nella luce visibile e nell’infrarosso, sarà in grado di fare maggior chiarezza sulla “natura dark” dell’Universo. Le rilevazioni ad infrarosso in particolare, realizzate attraverso i tre nuovi strumenti, saranno fondamentali per spiegare come il cosmo si espanda. La frequenza di un oggetto infatti si sposta seguendone il movimento: più una struttura si allontana, più essa riflette alle lunghezze d’onda del rosso, più si avvicina e più è visibile nel blu. Attraverso i processi di espansione, le galassie remote si distanziano ancora di più e la loro luce diviene percepibile nell’infrarosso.

Ogni sistema è composto da un rilevatore e da un lettore che converte la luce infrarossa in segnali, rimbalzati al computer di bordo di Euclid e di qui trasmessi a Terra per le analisi. Fatti di una miscela di mercurio, cadmio e telluride, i tre elementi sono stati messi a punto e testati dal JPL per lavorare a temperature estreme. Offrendo una visuale pari a più del doppio della superficie occupata dalla luna piena, i tre rilevatori apriranno una finestra sul lato oscuro dell’Universo. La consegna ufficiale dal team di NISP ad ESA è programmata per i primi di giugno.

Un tris per l’Universo oscuro