Un ‘neo’ sul volto di Giove

(ASI) –

Un’area esigua e di colore marrone che, pur segnando il volto del quinto pianeta del Sistema Solare, tende a confondersi con l’ambiente circostante: così si presenta NN-LRS-1, una tempesta nota anche con il più accessibile nomignolo di ‘Piccola Macchia Rossa’ (Little Red Spot). Questa caratteristica di Giove non è però sfuggita allo sguardo elettronico di JUNO, la sonda della NASA che ha raggiunto l’oggetto della sua missione poco più di sei mesi fa. A realizzare lo scatto è stato lo strumento JunoCam, una camera nella luce visibile ideata per acquisire immagini ad alta definizione delle regioni polari del pianeta ‘extralarge’. Nello specifico, la veduta di NN-LRS-1 e dintorni, alle latitudini nord del corpo celeste, è stata scattata l’11 dicembre scorso quando JUNO ha effettuato un fly-by del pianeta e si trovava, rispetto alla sommità della coltre nuvolosa di Giove, ad un’altezza di 16.600 chilometri. La Piccola Macchia Rossa è la terza tempesta anticiclonica del gigante gassoso e, nonostante il nome, si presenta come una chiazza di marrone pallido non facile da scorgere, anche a causa della prossimità delle nubi. La foto di JunoCam è stata poi processata da Gerald Eichstaedt e John Rogers, due citizen scientists partecipanti al progetto che vede coinvolta una vasta audience di appassionati nel trattamento delle immagini scattate dalla fotocamera.

JUNO (Credits: NASA) L’iniziativa, avente scopi divulgativi e didattici, ha avuto un vivace seguito da parte degli ‘scienziati cittadini’ che hanno potuto scatenare in maniera originale il loro estro. La galleria di immagini che uniscono spazio, arte e creatività è visitabile sul sito ufficiale di JunoCam (cliccare qui) che presenta anche altre attività per il grande pubblico, come il sottoporre a votazione i prossimi passi che JUNO effettuerà intorno a Giove. Lanciata il 5 agosto 2011 da Cape Canaveral, a bordo di un vettore Atlas V, ed entrata nell’orbita del maxi pianeta il 4 luglio dello scorso anno (in Italia era il 5), JUNO ha il compito di studiare vari aspetti di Giove, quale rappresentante dei ‘Pianeti Giganti’.Oggetto di studio della sonda sono, ad esempio, l’origine, l’evoluzione e la struttura interna del pianeta, la magnetosfera polare, l’origine del campo magnetico, l’abbondanza di acqua, la caratterizzazione dei venti nella bassa atmosfera e le quantità di ossigeno e azoto. La sonda, inoltre, in relazione al campo magnetico, punterà i suoi occhi elettronici anche sulle aurore boreali di Giove. JUNO, inoltre, ‘parla’ anche italiano. Il nostro Paese, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, ha infatti fornito due strumenti per la sonda: lo spettrometro ad immagine infrarosso JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper) e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator) che rappresenta la porzione nella banda Ka dell’esperimento di gravità.

Un ‘neo’ sul volto di Giove
Un ‘neo’ sul volto di Giove