Ultime da New Horizons

Lo scorso 14 luglio ha celebrato il primo anniversario dallo storico vis-à-vis con Plutone e proseguirà la sua attività di ricerca immergendosi nelle pieghe recondite della Fascia di Kuiper: la ‘stakanovista’ delle zone estreme del Sistema Solare è New Horizons, la sonda della NASA il cui mandato ‘investigativo’ è stato recentemente esteso. Il contributo di New Horizons, che ha ampiamente superato le aspettative della comunità scientifica, si conferma determinante nel tratteggiare un quadro completo e articolato del corpo celeste, che fino al 2006 era considerato il nono pianeta del Sistema Solare, e dell’area remota in cui si trova. Plutone, la Fascia di Kuiper e gli scenari connessi alla prosecuzione della missione New Horizons sono al centro dell’attenzione anche in un appuntamento congiunto dedicato ai pianeti, il 48° meeting dell’American Astronomical Society – Division for Planetary Sciences e l’11° congresso European Planetary Science, in corso proprio questa settimana a Pasadena (California). I motivi per cui il ‘re’ della Fascia della Kuiper e la sonda della NASA sono ancora saliti agli onori della cronaca riguardano 2014 MU69, il nuovo obiettivo di New Horizons, e la possibile presenza di nubi nell’atmosfera di Plutone. Dietro al codice alfanumerico con cui è stato designato il prossimo target della sonda, si cela un corpo celeste che si trova a 1 miliardo e mezzo di chilometri oltre il pianeta nano e che è considerato una delle realtà più antiche del Sistema Solare.

Le possibili nubi di Plutone (Credits: NASA/JHUAPL/SwRI)2014 MU69, ancora ignoto quando New Horizons fu lanciata il 19 gennaio 2006, dovrebbe essere raggiunto dalla sonda il 1° gennaio 2019. A fornire qualche indizio in più su questo oggetto sono alcune osservazioni effettuate dal telescopio NASA-ESA Hubble, che hanno evidenziato una singolare e intensa colorazione rossastra della superficie.In attesa delle future indagini di New Horizons, al momento 2014 MU69 è il più piccolo corpo celeste della fascia di Kuiper di cui è stato rilevato il colore. Tornando all’obiettivo principale della sonda, alcuni ritratti di Plutone effettuati con gli strumenti LORRI (LOng Range Reconnaissance Imager) e MVIC (Multispectral Visible Imaging Camera) hanno particolarmente suscitato l’interesse degli studiosi. Queste immagini presentano potenziali formazioni nuvolose nell’atmosfera del pianeta nano, che finora era apparsa nebbiosa ma libera da nubi. Se questo fattore venisse confermato, l’atmosfera e le condizioni ambientali di Plutone sarebbero più complesse di quanto ipotizzato sinora. New Horizons, che si muove ad una velocità di 14 km al secondo, ora si trova ad una distanza di 5 miliardi e mezzo di chilometri dalla Terra e a circa 540 milioni di chilometri oltre Plutone, in viaggio verso 2014 MU69. La sonda ha sinora trasmesso circa il 99% per cento dei dati raccolti durante il suo ‘faccia a faccia’ con il pianeta nano e dovrebbe completare l’invio del materiale il prossimo 23 ottobre.

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