TESS verso nuovi mondi

Un nuovo capitolo della saga “caccia ai mondi extrasolari” sta per andare in onda sopra le nostre teste: autore del sequel di Kepler – la missione NASA che in carriera ha individuato già 2330 esopianeti – sarà TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), il telescopio spaziale che a partire dal 2018 si occuperà di mappare per almeno due anni la volta celeste alla ricerca di nuovi pianeti in orbita intorno a stelle vicine e brillanti.Dopo il lancio, TESS si coordinerà con gli osservatori Hubble e James Webb – il cui volo è calendarizzato per lo stesso anno – per individuare gli obiettivi ed effettuare il follow up sui candidati più promettenti. La scelta di indirizzare gli sforzi verso stelle più luminose e prossime è condizionata dal rapporto tra segnale – le informazioni utili – e rumore – i disturbi che interferiscono sulla trasmissione dei dati. I nuovi mondi in legati ad astri meno distanti sono in grado di produrre segnali più nitidi e perciò forniscono informazioni più dettagliate sull’identikit del potenziale pianeta.La caccia si concentrerà in particolare su almeno 50 mondi rocciosi di massa misurabile, simili alla Terra o a Venere. Con il supporto dei telescopi terrestri e del TESS Science Center, verrà stilata la lista dei papabili destinati ad affrontare la fase due, quella di follow up, che permetterà eventualmente di effettuare un nuovo censimento di mondi. La missione inoltre si occuperà di raccogliere informazioni sulla firma chimica delle atmosfere dei candidati, per aiutare il James Webb a scegliere dove guardare per trovare altri pianeti in cui la presenza di acqua e metano potrebbe aver favorito lo sbocciare della vita.

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