Stelle ‘a battesimo’

(ASI) – Sigle alfanumeriche per ‘addetti ai lavori’ e appellativi più noti e attraenti, consolidatisi nel corso dei secoli. Sono i nomi delle stelle in questo momento particolarmente al centro dell’attenzione dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU), che ha dedicato al ‘battesimo’ degli astri uno specifico gruppo di lavoro, il WGSN (Working Group on Star Names). Fondata nel 1919, la IAU ha lo scopo di facilitare la cooperazione internazionale negli studi astronomici e astrofisici e riunisce oltre 10mila astronomi professionisti da circa 100 nazioni. Inoltre, l’Unione è l’autorità internazionalmente riconosciuta per attribuire i nomi a stelle, pianeti, asteroidi e agli oggetti celesti in genere. Ed è proprio in questo specifico settore di attività che è stato nominato il WGSN. La necessità di mettere ordine nella nomenclatura stellare è stata avvertita non tanto per le sigle alfanumeriche, che continueranno a essere utilizzate dalla comunità scientifica senza cambiamenti, quanto per i nomi tradizionali. Infatti, molti degli appellativi più comunemente utilizzati presentavano una situazione confusionaria: mancanza di uno spelling ufficiale, alcune stelle designate con più di un nome e addirittura nomi identici utilizzati per indicare astri completamente differenti. Il gruppo di lavoro ha dovuto, quindi, destreggiarsi con la storia astronomica di tutto il mondo per normalizzare la situazione, preservare il patrimonio culturale connesso alle stelle e gettare le premesse per definire criteri, regole e procedure di attribuzione dei nomi.

Stelle sparse nel Sagittario, viste da Hubble (Credits: NASA-ESA) La ‘molla’ che ha spinto la IAU a mettere mano a questo problema è stata l’approvazione dei nomi di 14 astri in relazione ai nuovi esopianeti scoperti. Nello svolgimento del suo incarico il WGSN ha seguito alcune semplici linee guida, come accordare la preferenza a nomi brevi e a quelli che affondano le loro radici nel passato, soprattutto per mantenere – ove possibile – una continuità culturale.Infatti, molti appellativi in uso ancora oggi hanno origine romana, greca e araba, con qualche ‘restyling’ avvenuto durante il Rinascimento; molti altri, invece, sono più recenti e risalgono al XIX e al XX secolo. Il frutto dell’impegno del gruppo di lavoro è un nuovo catalogo ufficiale che al momento comprende 227 nomi approvati e che è consultabile sul sito della IAU, cliccando qui. Tra i nomi storici approvati formalmente figurano Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, e Rigil Kentaurus, l’antico appellativo di Alpha Centauri. Non è la prima volta che la IAU si dedica a sistemare la nomenclatura degli astri. Negli anni ’20 del ‘900, infatti, l’organizzazione ha approvato le 88 costellazioni moderne, definendone nomi e relativo spelling, abbreviazioni e confini. –Immagini:

In alto a sinistra, la costellazione dell’Orsa Maggiore in una stampa inglese del 1824 (Credits: IAU) In basso a destra, stelle sparse nella costellazione del Sagittario viste dal telescopio spaziale Hubble (Credits: NASA-ESA)

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