SpaceX, 300 milioni per Red Dragon

La conquista di Marte, una delle principali sfide astronomiche del nostro secolo, comincia a tradursi in numeri. E lo fa attraverso l’investimento di uno dei principali attori nel panorama statunitense della corsa al pianeta rosso: l’azienda SpaceX, che già lo scorso aprile aveva annunciato il progetto di lanciare una serie di capsule Dragon verso Marte.

Un piano molto ambizioso per una singola compagnia privata, ma il supporto della NASA non è tardato ad arrivare, condividendo l’obiettivo di lanciare la prima navicella unmanned nel 2018.

Ora è proprio l’agenzia spaziale americana a rendere note le cifre di questa missione: 300 milioni di dollari, che saranno investiti interamente da SpaceX.

La compagnia di Elon Musk spenderà dunque dieci volte di più rispetto alla NASA, che invece impiegherà circa 32 milioni di dollari nei prossimi quattro anni.

Lo ha detto il delegato Jim Router durante una riunione del Comitato Tecnologico NASA a Cleveland lo scorso 26 luglio, in cui si sono discussi i dettagli dello Space Act Agreement stipulato con SpaceX.

Accordo che, ha specificato Router, non prevede alcuno scambio diretto di denaro tra pubblico e privato: tanto che la NASA non è a conoscenza dei costi specifici e della provenienza dei fondi allocati da SpaceX.

Ciò che invece sarà concordato è l’aspetto puramente tecnico-scientifico della missione, su cui NASA e SpaceX stanno lavorando a braccetto.

Durante l’incontro a Cleveland si è discusso ad esempio della navicella che ospiterà la prima capsula con destinazione Marte: si tratta di Crew Dragon, modello già collaudato durante il programma commerciale NASA e sviluppato dalla stessa compagnia di Musk.

L’agenzia statunitense metterà a disposizione di SpaceX la sua expertise su diversi aspetti cruciali della missione, dal supporto ingegneristico per il lancio alla selezione del luogo di atterraggio più adatto sul pianeta rosso.

In cambio SpaceX fornirà alla NASA preziose informazioni sull’atterraggio del “drago rosso” su Marte, dati essenziali in vista dell’obiettivo della prima missione umana sul pianeta rosso nel 2030.

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