Sentinel-2 sulla cresta dell’onda

Creati dal vento che soffia su tutta la superficie, i moti ondosi sono complessi e molto vari. I satelliti, osservando gli oceani dall’alto, possono fornire un grande aiuto nel prevedere il loro movimento.

Le vedette ambientali Sentinel-2, con la loro camera multispettrale, possono svolgere un ruolo importante nella mappatura dei moti ondosi. Le immagini catturate dalle due ‘vedette’ mostrano lo scintillio della luce solare, che potrebbe essere utile per capire la direzione, l’altezza e il movimento delle onde.

A tal proposito, un team di scienziati ha sviluppato un metodo per monitorare il moto ondoso attraverso il riflesso del Sole sulle superfici marine, pubblicato su AGU Publications. Analizzando i dati inviati dai satelliti hanno ricostruito una serie di immagini dettagliate del movimento delle onde a largo della costa di Dorre Island in Australia Occidentale.

Sulla base di questa tecnica e attraverso la valutazione scientifica del progetto dell’ESA Scientific Assessment of Ocean Glitter, gli scienziati sono stati in grado di mappare lo sviluppo delle onde in regioni con forti correnti oceaniche.

Utilizzando i dati raccolti nel mese di gennaio 2016, gli scienziati hanno tracciato il comportamento delle onde oceaniche e le loro interazioni con le correnti, scoprendo che le correnti superficiali dell’oceano si trasformano onde di superficie dominanti in una determinata area.

Essi hanno inoltre dimostrato come alcuni moti ondosi possono essere deviati e intrappolati dalle correnti superficiali dell’oceano, creando delle onde molto più alte rispetto al normale.

Con la coppia di gemelli Sentinel 2 in orbita, la quantità di dati disponibili utili a mappare le onde oceaniche attraverso lo scintillio del Sole – secondo i piani del team di ricerca -sarà presto raddoppiata.

“Lo sviluppo di nuovi approcci per sfruttare i progressi tecnologici che sono ora a bordo dei satelliti Sentinel-2 significa che siamo in grado non solo di acquisire ulteriori conoscenze scientifiche delle dinamiche oceaniche di superficie, ma siamo anche in grado di sviluppare la prossima generazione di prodotti operativi per il programma di Osservazione della Terra Copernicus” afferma Craig Donlon, dell’Agenzia Spaziale Europea.

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Sentinel-2 sulla cresta dell’onda