Reportage marziano da TGO

Tempo di osservazioni per ExoMars. Questa settimana, nell’arco delle prossime due orbite, gli strumenti del Trace Gas Orbiter verranno calibrati dando il via alle prime rilevazioni.

Il TGO è attualmente in un’ orbita altamente ellittica che va dai 230 ai 310 chilometri sopra la superficie fino ai 98.000 ogni 4,2 giorni. La sonda sarà impegnata nelle manovre di aerobraking per tutto il 2017 fino ad arrivare su un orbita circolare a 400 chilometri di altezza. Successivamente da marzo 2018, avrà inizio la campagna scientifica vera e propria.

FREND (Fine Resolution Epithermal Neutron Detector) il rilevatore di neutroni, è stato attivo per una buona parte del viaggio della sonda verso Marte e sta raccogliendo dati riguardanti la misurazione del flusso di neutroni dalla superficie marziana, creato dall’impatto dei raggi cosmici.Il modo in cui viene emesso e la velocità di arrivo al TGO fornirà agli scienziati informazioni utili sulla composizione dello strato superficiale. In particolare, dato che anche minime quantità di idrogeno possono causare variazioni nella velocità dei neutroni, i sensori del rilevatore potranno individuare eventuali depositi d’acqua o ghiaccio entro i due metri di profondità.

Tra il 20 e il 28 novembre sono previste le prime rilevazioni degli altri tre strumenti della suite di TGO: NOMAD, ACS e CaSSIS. NOMAD (Nadir and Occultation for Mars Discovery a partecipazione italiana) è composto da un insieme di spettrometri ad alta risoluzione per l’analisi della composizione atmosferica con particolare attenzione alla rilevazione di eventuali tracce di metano. CaSSIS, (Colour and Stereo Surface Imaging System, a partecipazione italiana), è una camera stereoscopica per riprese tridimensionali della superficie di Marte. ACS (Atmospheric Chemistry Suite) con i suoi tre sensori completerà il lavoro di NOMAD mappando il profilo chimico e la struttura dell’atmosfera. I due strumenti potrebbero misurare anche l’airglow o luminescenza: un’emissione di luce nell’atmosfera superiore che viene prodotta quando gli atomi spezzati dal vento solare si ricombinano per formare molecole, rilasciando energia sotto forma di luce. Tra gli obiettivi di TGO in questa fase, c’è anche l’osservazione di Phobos, il più grande e più interno dei satelliti naturali di Marte.

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