Quintetto di telescopi per il Granchio

(ASI) –

Risiede nella costellazione del Toro ad una distanza di 6500 anni luce dalla Terra, nel Medioevo la sua stella originaria ha suscitato l’interesse degli astronomi e si cela, nei cataloghi astronomici, sotto i nomi in codice di Messier 1 o NGC 952.L’oggetto in questione, che continua a affascinare la comunità scientifica e gli appassionati, è la Nebulosa del Granchio (Crab Nebula). La nebulosa torna agli onori della cronaca per un nuovo ed estremamente dettagliato ritratto, realizzato da un team di ricercatori combinando i dati provenienti da cinque diversi telescopi, in modo da abbracciare l’intera ampiezza dello spettro elettromagnetico.Il quintetto è composto da: Karl G. Jansky Very Large Array (VLA), Spitzer, Hubble, XMM-Newton e Chandra. Nell’immagine in basso a destra, è evidenziato il ruolo di ogni componente della squadra: in rosso VLA (radio), in giallo Spitzer (infrarosso), in verde Hubble (visibile), in blu XMM-Newton (unltravioletto) e in viola Chandra (raggi X).

I dati che compongono l'immagine della nebulosa (Credit: G. Dubner (IAFE, CONICET-University of Buenos Aires) et al.; NRAO/AUI/NSF; A. Loll et al.; T. Temim et al.; F. Seward et al.; Chandra/CXC; Spitzer/JPL-Caltech; XMM-Newton/ESA; and Hubble/STScI)Formatasi in seguito all’esplosione di una supernova, osservata nel 1054, la nebulosa nasconde nelle sue pieghe una densa stella di neutroni – una pulsar – che ruota ogni 33 millisecondi.Il look ‘intricato’ del Granchio, secondo il gruppo di lavoro, è dovuto alla complessa interazione tra la pulsar, il rapido vento di particelle che ‘spira’ da essa e il materiale emesso sia nell’esplosione della supernova, sia dalla stella stessa prima dell’atto conclusivo della sua vita. Il team di astronomi che ha realizzato l’immagine, coordinato dall’istituto di ricerca argentino IAFE (Instituto de Astronomía y Física del Espacio), pubblicherà i risultati dell’indagine su The Astrophyisical Journal. La comparazione dei dati di ogni telescopio, infatti, ha fornito nuovi dettagli sulla nebulosa e ulteriori spunti di ricerca perché, secondo gli esperti, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire anche quando si tratta di un oggetto celeste studiato così intensamente. —I credits dell’immagine in basso a destra sono: G. Dubner (IAFE, CONICET-University of Buenos Aires) et al.; NRAO/AUI/NSF; A. Loll et al.; T. Temim et al.; F. Seward et al.; Chandra/CXC; Spitzer/JPL-Caltech; XMM-Newton/ESA; and Hubble/STScI.

Quintetto di telescopi per il Granchio
Quintetto di telescopi per il Granchio