‘Pulizie’ marziane

(ASI) – ‘Lavori in corso’ all’Electrostatics and Surface Physics Laboratory presso il Kennedy Space Center (KSC) della NASA, dove i ricercatori sono impegnati a individuare soluzioni e tecnologie innovative per consentire ai ‘pionieri’ delle future missioni umane su Marte di fronteggiare situazioni difficili di vario genere, connesse all’ambiente ostile del corpo celeste.Le polveri del Pianeta Rosso rientrano nella lista di queste situazioni, ma due scienziati del KSCCarlos Calle e Jay Philips (foto a sinistra) – sono all’opera per sviluppare uno strumento all’avanguardia che possa aiutare i primi coloni marziani. Si tratta di un precipitatore elettrostatico, dispositivo che separa le particelle solide disperse all’interno di una fase gassosa attraverso l’applicazione di un campo elettrico; questo tipo di processo è già utilizzato nelle industrie per rimuovere le polveri sottili e quindi i due fisici sono al lavoro sul perfezionamento di una tecnologia già collaudata sulla Terra per renderla utilizzabile su Marte.

Campioni di polveri (Credits: NASA-Kim Shiflett)

Com’è facile immaginare, le polveri presenti nella rarefatta atmosfera del pianeta dovranno essere rimosse perché suscettibili di arrecare danni agli strumenti e alle attrezzature dei futuri insediamenti umani, ma da esse potranno essere ricavati anche elementi utili secondo i principi dell’utilizzazione di risorse in situ (ISRU In Situ Resource Utilization). In pratica, i pionieri della colonizzazione umana di Marte, non potendo portare con sé tutto ciò di cui hanno bisogno, dovranno ricavare in loco gli elementi essenziali per la sopravvivenza.L’atmosfera del Pianeta Rosso, ricca di anidride carbonica, è in grado di fornire ossigeno, acqua e metano che potranno essere estratti con la nuova tipologia di precipitatore elettrostatico in lavorazione al KSC. Calle e Philips, nelle loro sperimentazioni, hanno utilizzato delle polveri la cui composizione si avvicina a quelle presenti su Marte e, per simulare al meglio l’atmosfera del pianeta (che ha una pressione molto più bassa rispetto alla Terra), hanno migliorato le prestazioni del precipitatore aggiungendo una camera di nebulizzazione. Il nuovo tipo di precipitatore, secondo gli studiosi, dovrà essere inviato su Marte prima dell’arrivo dell’uomo, per ‘preparare il terreno’.

‘Pulizie’ marziane